Il boss Stefano Ganci, fedelissimo di Totò Riina, stroncato da un infarto in carcere

Il superkiller di Cosa nostra era detenuto a Parma. Condannato all’ergastolo per gli omicidi di Rocco Chinnici e Ninni Cassarà e per aver partecipato alla strage di via D’Amelio. Il Questore vieta funerali pubblici 

PALERMO – E’ morto all’ospedale di Parma Stefano Ganci, uno dei fedelissimi di Totò Riina, che stava scontando l’ergastolo nel carcere della città emiliana, ma non in regime di 41 bis. Il decesso del boss, che aveva 55 anni, è avvenuto negli ultimi giorni del 2017 dopo una degenza di alcuni giorni a causa di una crisi cardiaca sopraggiunta come complicanza di una grave patologia di cui l’uomo soffriva da tempo.

Ganci era un superkiller di Cosa Nostra e stava scontando l’ergastolo per avere partecipato a diversi omicidi fra cui quello del consigliere istruttore Rocco Chinnici e del vicequestore Ninni Cassarà. Era stato anche condannato, a 26 anni, per aver fatto parte del commando autore della strage dove morì Paolo Borsellino. Secondo indiscrezioni la Procura di Parma avrebbe disposto, come da prassi, l’autopsia. La salma lascerà la città emiliana per la Sicilia nei prossimi giorni. 

Il questore di Palermo Renato Cortese ha disposto che dopo il ritorno della salma nel capoluogo siciliano non vengano celebrati funerali pubblici.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nome *