Oda, Tabbita Siena: “Lavoratori vittime dei silenzi di Gristina”

Intervento del segretario territoriale della Federazione Usb di Catania

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CATANIA – Ancora una presa di posizione sulla vicenda dell’Oda, la Fondazione al centro di un braccio di ferro tra il commissario straordinario Adolfo Landi, nominato dalla Curia, e il Cda “rimosso” che continua a operare ritendendo illegittimo il provvedimento dell’arcivescovo Salvatore Gristina. Riceviamo e pubblichiamo integralmente una nota di Corrado Tabbita Siena, segretario territoriale

Dal Vaticano a Savona, la ‘lobby ligure’ che non vuole mollare l’ODA

Chi sono i membri del Consiglio d'Amministrazione che si oppone alle decisioni del vescovo Gristina, e chi li ha nominati?

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Se guerra è, questa dell’ODA, è guerra di trincea e non certo conflitto lampo. Tale avrebbe dovuto essere, forse, nei piani dell’Arcivescovo Salvatore Gristina. Il mese scorso il presule aveva azzerato il Consiglio d’Amministrazione dell’ente ecclesiastico nominando l’avvocato Adolfo Landi commissario

Caso ODA, il CdA “azzerato” nomina il nuovo presidente della Fondazione

A succedere a monsignor Russo sarebbe Romano Calero, già membro del Consiglio d'Amministrazione

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È così la matassa Oda continua ad intricarsi: da una parte Adolfo Landi forte del sostegno del vescovo, dall’altra il CdA che evidentemente non ha mai smesso di operare

Oda: “Il Prefetto superi resistenze Curia e chieda i bilanci”

La lettera di una dipendente della Fondazione

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Continuano le reazioni dei lavoratori dell’Oda (Opera diocesana assistenza) di Catania dopo il commissariamento della Fondazione deciso dall’arcivescovo metropolita Salvatore Gristina. Dopo il comunicato delle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil e di Confcooperative in difesa dell’arcivescovo, arriva un’altra lettera di un dipendente alla nostra redazione

Oda, il Cda ‘azzerato’ sfida l’Arcivescovo. La replica del commissario Landi

"Organismo nel pieno esercizio delle proprie funzioni". La replica del Commissario: "Non si avrà indugio a denunciare"

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A 48 ore dalla nomina del commissario Landi, l’ad Marsella e sei componenti dell’organismo rimosso puntano i piedi contro la decisione della Curia diffidando “chiunque a prendere iniziative con riguardo alla fondazione che non provengono dagli organi di governo in carica e ad accedere nei locali della stessa senza espressa autorizzazione del Cda”.