Il boss Stefano Ganci, fedelissimo di Totò Riina, stroncato da un infarto in carcere

Il superkiller di Cosa nostra era detenuto a Parma. Condannato all'ergastolo per gli omicidi di Rocco Chinnici e Ninni Cassarà e per aver partecipato alla strage di via D'Amelio. Il Questore vieta funerali pubblici 

PALERMO – E’ morto all’ospedale di Parma Stefano Ganci, uno dei fedelissimi di Totò Riina, che stava scontando l’ergastolo nel carcere della città emiliana, ma non in regime di 41 bis. Il decesso del boss, che aveva 55 anni, è avvenuto negli ultimi giorni del 2017 dopo una degenza di alcuni giorni a causa di

Voto di scambio, Giarrusso: “Mafia controlla bacini elettorali”

Pubblichiamo stralci dell'ultimo libro scritto dal senatore del Movimento Cinque Stelle con lo scrittore e saggista Andrea Leccese. Sul tavolo il rapporto mafia-politica

Daphne

Se una guerra va combattuta, è necessario prima di tutto conoscere quale avversario abbiamo di fronte. Basta dare un’occhiata all’art.416-bis per comprendere che c’è poco da scherzare, che la mafia è il nemico più insidioso della democrazia e che la lotta alla mafia è il primo compito di un governo civile. Infatti, tra gli scopi

Così Riina ammazzò il “Falco” Bontate

Nelle intercettazioni dei Ros particolari sul periodo precedente la seconda guerra di mafia. Quando l'allora Capo dei Capi di Cosa nostra venne fatto uccidere per ordine di Totò 'u curtu

Bontate

  PALERMO – Un’elezione in piena regola, con tanto di comitato elettorale e propaganda a favore dei candidati. E’ il meccanismo di designazione dei reggenti delle famiglie di Cosa nostra svelato dalle indagini dei Ros, che nelle scorse ore hanno messo a segno l’operazione “Falco”, che ha sgominato il clan di Santa Maria di Gesù, uno

L’ex militare dei ROS: “Così catturammo Totò Riina”

Giuseppe Spadafora, classe 1966, membro del ROS per oltre vent'anni, oggi esperto internazionale di security management, racconta a Tribù le indagini che portarono all'arresto 

15 gennaio 1993. Ore 8.52 del mattino. L’autista Salvatore Biondino entra in un complesso di villette in via Bernini 54, a Palermo. Non sa di essere osservato dai Carabinieri del ROS, che da mesi lavorano per scovare il suo Capo. Alle 8.55 Biondino esce dal complesso. Seduto in macchina, dal lato del passeggero, c’è Totò Riina. Il pentito

“Riposa in pace zio Totò”: così Fb piange Riina

La notizia ha fatto in poche ore il giro del mondo, suscitando reazioni contrastanti. Se la maggior parte delle persone, apprendendo della morte del boss, ha ricordato le atrocità commesse in vita, c'è stato anche chi lo ha pianto

Totò

CORLEONE (PALERMO) – “Hanno segnalato in massa la foto del profilo precedente del nastro a lutto, e fb ha eliminato la foto con tutte le vostre Condoglianze. Grazie a tutti per il vostro pensiero in questo triste momento. A qualcuno ha dato fastidio il vostro Cordoglio, non ho parole…”. A scrivere, sul suo profilo Facebook,

Riina è morto, la mafia no. La sfida è aperta

Il boss corleonese era ricoverato nel Reparto detenuti dell'ospedale di Parma e da tempo le sue condizioni di salute erano critiche. Nelle scorse ore la firma del ministro della Giustizia Orlando per consentire ai familiari di vederlo

È morto il boss Totò Riina. Il capo dei capi di Cosa nostra. Ma non è morta la mafia e si determina una fase di transizione tremenda e dagli esiti incerti. La sfida è in sostanza aperta. Adesso non possiamo perdere tempo. Lo Stato deve saper dimostrare che sa passare dall’”antimafia del giorno dopo” all’”antimafia

Palermo, sequestrati beni a ex vicedirettore Inail infedele

Il provvedimento, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo su proposta della Procura, è stato eseguito dalle Fiamme Gialle del G.I.C.O. 

  PALERMO – I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo hanno dato esecuzione alla misura di prevenzione patrimoniale disposta nei confronti di Giuseppe La Mantia, ex Vice Direttore INAIL di Palermo e già Direttore dell’ufficio di Termini Imerese, ritenuto responsabile di aver consentito illecitamente il rilascio di numerosi DURC (Documenti unici di regolarità

Palermo, sorveglianza speciale per Nino Dina

Lo ha stabilito la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, che contesta all'ex deputato regionale rapporti con esponenti di Cosa nostra

Dina

PALERMO – Nino Dina, deputato ARS per quattro legislature, è “socialmente pericoloso”. Lo ha stabilito la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, che contesta all’ex onorevole rapporti con esponenti di Cosa nostra. Per questa ragione il Collegio presieduto da Luigi Petrucci ha stabilito la sorveglianza speciale per un anno e sei mesi a carico dell’ex deputato.

Grasso ricorda Dalla Chiesa: “Innescò rivoluzione antimafia”

Il discorso tenuto dal Presidente del Senato Pietro Grasso nel corso del convegno in occasione del 35mo anniversario dell'omicidio del Generale

Dalla Chiesa

 Riportiamo integralmente il discorso tenuto dal Presidente del Senato Pietro Grasso nel corso del convegno in occasione del 35mo anniversario dell’omicidio del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, tenutesi oggi pomeriggio presso Palazzo Steri a Palermo.    Autorità, gentili ospiti, signore e signori, è per me davvero un piacere partecipare, dopo l’intensa ed emozionante giornata commemorativa

Palermo, sigilli al tesoro di un narcotrafficante

Sequestro da 2 milioni di euro della Gdf per Calogero Rizzuto: era in contatto con il clan di Palermo-Villagrazia

palermo

PALERMO – Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Palermo, in esecuzione di provvedimenti emessi dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, ha sequestrato beni per circa 2 milioni di euro, riconducibili a Calogero Rizzuto, di 65 anni, e al suo nucleo familiare. Le indagini eseguite nei confronti di Rizzato, già