Concorsi truccati, nelle carte la faida tra i baroni

"Bottino", "ricatto", "merce di scambio". Era questo il linguaggio utilizzato dai professori indagati nell'inchiesta della Procura di Firenze per aver condizionato l'abilitazione all'insegnamento

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“Bottino”, “ricatto”, “merce di scambio”. Non è una puntata di Narcos ma il linguaggio utilizzato dai “baroni” indagati nell’inchiesta “Chiamata alle armi” della Procura della Repubblica di Firenze, che da lunedì fa tremare i palazzi universitari di tutta Italia. Sette i professori ai domiciliari, ventinove gli interdetti, quarantacinque gli indagati: un terremoto senza precedenti nella

Concorsi truccati, due siciliani anche tra gli arrestati

Sono ben nove i professori siciliani coinvolti nell'operazione "Chiamata alle armi" messa a segno nelle scorse ore dalla Guardia di Finanza  NOMI E FOTO

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Sono ben nove i professori siciliani coinvolti nell’operazione “Chiamata alle armi” messa a segno nelle scorse ore dalla Guardia di Finanza di Firenze. Oltre ai sei docenti interdetti per dodici mesi dall’insegnamento – Salvatore Sammartino, Daniela Mazzagreco e Maria Concetta Parlato (Università di Palermo), Francesco Randazzo (Università di Catania), Alessandro Filippo Cimino (Università Kore di Enna), Andrea Colli Vignarelli (Università di Messina) – e all’85enne