Concorsi truccati, due siciliani anche tra gli arrestati

Sono ben nove i professori siciliani coinvolti nell'operazione "Chiamata alle armi" messa a segno nelle scorse ore dalla Guardia di Finanza  NOMI E FOTO

Concorsi

Sono ben nove i professori siciliani coinvolti nell’operazione “Chiamata alle armi” messa a segno nelle scorse ore dalla Guardia di Finanza di Firenze. Oltre ai sei docenti interdetti per dodici mesi dall’insegnamento – Salvatore Sammartino, Daniela Mazzagreco e Maria Concetta Parlato (Università di Palermo), Francesco Randazzo (Università di Catania), Alessandro Filippo Cimino (Università Kore di Enna), Andrea Colli Vignarelli (Università di Messina) – e all’85enne

Paternò, Tribù querelato per aver scritto la verità su Di Mattea

Subiamo una querela per diffamazione per aver dato conto delle indagini a carico di alcuni parenti di una candidata al Consiglio Comunale di Paternò. Come finirà?

Di Mattea

Ci risiamo. Ancora una querela per aver pubblicato una notizia vera e di pubblico interesse. Ancora il tentativo di mettere a tacere l’informazione per via giudiziaria, sottraendo tempo e risorse preziose alla magistratura. Tribù ha appena avuto notizia di una querela per diffamazione per aver dato conto, nelle scorse settimane, dei nomi dei settantuno indagati nell’inchiesta sui “furbetti del cartellino” all’Ospedale “SS. Salvatore” di Paternò

Niscemi, lo strano caso della mafia che tifava per l’antimafia

Nelle carte dell'inchiesta sul voto di scambio nel nisseno gli interessi dei "niscemesi" per le Regionali 2012. Con una posizione precisa

antimafia

Le mani avanti vanno messe subito. Nelle carte dell’inchiesta che ha portato l’altro ieri all’arresto di nove persone a Niscemi (CL), con l’accusa di associazione mafiosa e voto di scambio, non compaiono “elementi significativi comprovanti una attività concreta ed effettiva dei personaggi mafiosi niscemesi volta a procurare voti ai politici sostenuti” in occasione delle Regionali del 2012.

Trapani, D’Alì e Fazio ancora in pista. No a stop elezioni

I provvedimenti della magistratura non fermano i due candidati, che ribadiscono di essere ancora in campo

fazio

Non è successo niente. Indagini, arresti e dimissioni non fermeranno la campagna elettorale per le Amministrative a Trapani. In città, negli ultimi due giorni, l’azione della magistratura aveva raggiunto dapprima il senatore Antonio D’Alì – per il quale era stato disposto l’obbligo di dimora – e poi il deputato regionale Mimmo Fazio, coinvolto nell’inchiesta “Mare Monstrum” sul giro di corruzione messo in piedi dall’armatore Ettore Morace.

Indagine SAC, Bianco: “Stento a comprendere il rilievo penale”

La nota del sindaco di Catania sulla vicenda SAC

CATANIA – “Avrò modo di dimostrare già nei prossimi giorni la piena correttezza nel comportamento dei soci della S.p.a. SAC nella nomina dell’Amministratore delegato Ornella Laneri”. Sono le parole con cui il sindaco di Catania Enzo Bianco commenta la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati per la vicenda della nomina di Ornella Laneri