La Vardera, il giudice: ‘Fu candidato, film può essere diffuso’

La decisione del Tribunale di Palermo sulla vicenda del giornalista accusato di essersi candidato solo per girare un film

La Vardera

veva registrato ogni istante della campagna elettorale per le Amministrative nel capoluogo siciliano con l’intenzione di farci un film. Adesso sulla vicenda di Ismaele La Vardera – 25 anni, giornalista, ex inviato delle Iene – arriva la decisione del Tribunale di Palermo. Il giovane era stato accusato di essere il primo candidato sindaco “finto” nella storia delle elezioni italiane

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Lo stile è quello che abbiamo imparato a conoscere – apprezzandolo – nel corso di decine di stagioni televisive. Incalzanti, dissacranti, provocatorie, Le Iene hanno costruito nel corso degli anni un modello di tv-verità a metà tra il giornalismo di inchiesta e l’intrattenimento. Il giusto mix per far breccia nel cuore del popolo italiano: argomenti seri – serissimi, talvolta – intervallati da episodi leggeri e divertenti e da una conduzione un po’ dadaista.

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Vardera

Nessun bluff, una campagna elettorale svolta regolarmente ma documentata passo dopo passo. Un dettaglio che secondo Ismaele La Vardera – candidato sindaco alle Amministrative palermitane di domenica scorsa, da ore nella bufera per l’accusa di aver corso una campagna elettorale “finta” col solo scopo di girare un documentario sulle elezioni – non avrebbe condizionato la sua volontà di diventare primo cittadino del capoluogo siciliano

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La Vardera

Alla fine è accaduto anche questo. Le Amministrative più selvagge della storia – con mostri sacri rieletti al primo turno e giovani in crisi d’identità, partiti annunciati vincitori scomparsi dai ballottaggi e candidati che al ballottaggio chiedono di non essere votati – hanno conosciuto infine anche la rissa tra candidati. E non la consueta rissa mediatico-televisiva, destinata ad arricchire gli annali del trash politico italiano: i candidati sono proprio venuti alle mani, e più strano ancora è che fossero dello stesso schieramento