Se la mafia torna ad intimidire

A distanza di pochi giorni due intimidazioni al presidente della Commissione regionale antimafia Fava e al Procuratore di Caltanissetta Bertone

Buste con proiettili e lettere minatorie.  L’odore del piombo che torna a farsi sentire in Sicilia. Piombo recapitato per posta, certo, non per pistola. Ma non per questo meno inquietante. E’ avvenuto il 5 ottobre al Presidente della Commissione regionale antimafia Claudio Fava, con una busta recapitata direttamente all’Assemblea Regionale Siciliana. E’ accaduto ieri, 11

Gli scritti esoterici del Gran Maestro Labisi: “La caverna di Giano Bifronte impone il silenzio…”

Dall'espulsione dalla federazione massonica agli scritti esoterici, viaggio nel profilo latomistico del Gran Maestro arrestato la settimana scorsa

E’ passata una settimana dall’operazione “Giano Bifronte” che ha portato all’arresto del Gran Maestro Corrado Labisi e ancora l’inchiesta anima il dibattito pubblico catanese, tale è il livello del personaggio e della rete di rapporti che lo stesso, secondo i magistrati catanesi guidati dal Procuratore Carmelo Zuccaro, teneva a rivendicare. Quali siano questi rapporti, lo mette

Il GIP su Labisi: “Personalità pervicacemente propensa al crimine”. E i disabili ai lavori forzati

Il giudizio dei magistrati sul sedicente gran maestro è durissimo. Da un lato la ricchezza sfrenata ed ostentata dall'altro i disabili sottoposti ad attività improprie

Nell’ordinanza di custodia cautelare che il presidente dei GIP, Nunzio Sarpietro, ha firmato personalmente, viene tratteggiato un profilo del gran maestro venerabile Corrado Labisi molto duro e per molti versi inquietante, un giudizio basato sui numerosi elementi di prova raccolti nel corso di un’indagine, doviziosamente condotta dalla DIA di Renato Panvino e, diretta dal Sostituto Procuratore

E’ lui il Mister X con cui Labisi discute di teste da far saltare?

“Dobbiamo capire a 360° se c’è qualcuno che deve pagare – diceva il Gran Maestro intercettato – vediamo a chi dobbiamo far saltare la testa”.

Ieri mattina Catania è stata svegliata da un terremoto giudiziario come non se ne avvertivano da tempo. L’operazione “Giano Bifronte”, che ha portato all’arresto dell’avvocato Corrado Labisi, già Gran Maestro della Serenissima loggia del Sud, già coinvolto in inchieste della Magistratura etnea sui rapporti tra mafia e grembiulini, ha confermato come la nostra città e

Labisi al telefono contro chi lo indaga ordina di “tagliare la testa”

Nelle intercettazioni le minacce di Labisi agli investigatori, colpevoli d'essersi permessi di indagarlo

A Labisi hanno già perquisito gli uffici dell’istituto Lucia Mangano, stanno chiamando ad uno ad uno i suoi collaboratori, e lui si sente il fiato sul collo. Dev’essere stato allora che il gran maestro ha tentato di mettere in moto i suoi contatti, la sua rete fatta di fratelli, contando sulla infedeltà di qualcuno e

Anni di denunce e tanto fango ricevuto. Chi ha ricevuto il premio ora lo restituisca

Magistrati, funzionari di polizia, professionisti, giornalisti, per anni hanno ritirato il premio che a Labisi serviva solo per mostrarsi potente

Da anni ho denunciato in quasi solitudine il ruolo di Corrado Labisi nella nostra città ed nella regione. L’ho fatto beccandomi denunce e dossieraggio d’ogni tipo. Cosicché, oggi plaudo al lavoro libero ed indipendente del Procuratore Carmelo Zuccaro, del sostituto Fabio Regolo, della DIA del capocentro Renato Panvino e di quanti altri hanno avuto il

“Giano Bifronte”, in manette il Gran Maestro Labisi Mafia, massoneria e colletti bianchi nella sua rete

Clamorosa operazione della Procura di Catania e della Dia sulle indicibili connivenze ai piedi dell'Etna. Tribù torna per dare voce alla giustizia

Mafia, massoneria, poteri forti capaci di avvincere in un mortale abbraccio Catania e la Sicilia. E’ questa la situazione che avevamo lasciato sei mesi fa, quando Tribù chiuse i battenti per una pausa di riflessione. E’ questa la situazione che troviamo, sei mesi dopo, con l’operazione “Giano Bifronte” della Procura distrettuale di Catania guidata dal

Operazione “Giano Bifronte”, la nota dell’associazione “Amici del giudice Livatino”

La nota diffusa dalle Associazioni antiracket in seguito all'operazione che nelle scorse ore ha portato all'arresto del Gran Maestro Corrado Labisi

CATANIA – “Piena ed incondizionata Gratitudine e Stima esprimiamo nei confronti di quanti, Magistrati e Forze dell’Ordine di Catania, hanno lavorato alla realizzazione dell’operazione ‘Giano bifronte’ di questa mattina che ha visto l’arresto di Corrado Labisi e dei suoi sodali, pur facendo salvo sempre il presupposto d’innocenza sino a condanna definitiva”. E’ la nota diffusa

TOGLIAMO IL DISTURBO

I redattori di Tribù, il direttore e l'editore prendono congedo dai lettori con la certezza di aver fatto il proprio dovere. Finisce la nostra esperienza editoriale 

Tribù pubblica oggi un’intervista esclusiva a Giovanni Paparcuri, il “commesso giudiziario” che scampò all’attentato a Rocco Chinnici e lavorò per anni fianco a fianco con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, nell’ufficio bunker del Palazzo di Giustizia di Palermo. Una testimonianza intima degli uomini dietro gli eroi, con i loro dubbi, le incertezze e le paure

Il “commesso” che aiutò Falcone e Borsellino: “All’interno del bunkerino eravamo felici”

Giovanni Paparcuri, oggi custode del museo istituito nell'ufficio-bunker, racconta a Tribù  i suoi anni con i magistrati uccisi da Cosa nostra

PALERMO – La sposa esce dalla chiesa con un sorriso che è la speranza del mondo. Accanto a lei, lo sposo tiene la testa bassa sotto la pioggia di riso. La prima persona che salutano è il capo del pool antimafia Antonino Caponnetto. Poi i pm Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. E’ il 3 marzo 1987 e