Omicidio dell’infiltrato Ilardo, carcere a vita per killer e mandanti

Ammazzato perché "sbirru": dopo 21 anni, la sentenza per l'omicidio del confidente del colonnello Michele Riccio

CATANIA – Ammazzato perché “sbirru”. Gino Ilardo, fu ucciso a Catania il 10 maggio 1996. Pochi i colpi di pistola che risuonarono in via Quintino Sella e che, sparati alle spalle, tapparono la bocca dell’infiltrato “Oriente” nella mafia catanese. La presidente Rosa Anna Castagnola della Corte d’Assise di Catania ha letto ieri pomeriggio la condanna

Operazione Piramidi, parola d’ordine: “Passa dalla mamma”

L'indagine della Procura della Repubblica dI Catania conferma come mafia e corruzione costituiscano un binomio indissolubile

Piramidi

Domenica a Locri il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione della Giornata del Ricordo delle Vittime della mafia, ha parlato di lotta alla mafia e della corruzione come “palude da prosciugare” per combattere davvero il fenomeno mafioso. Una considerazione acuta, che trova riscontro anche nella cronaca recente

Castelvetrano, Viminale manda ispettori per valutare scioglimento per mafia

È questo il primo passo degli accertamenti necessari per capire se, e come, Cosa Nostra sia riuscita a influenzare gli appalti pubblici e l'amministrazione locale

sindaco castelvetrano

La decisione del Ministero arriva dopo una serie di inchieste della magistratura, ultima delle quali è relativa agli affari degli imprenditori Marco Giovanni ed Enrico Maria Adamo

Locri, scritte dopo il discorso di Mattarella: “Più lavoro meno sbirri”

Ieri il Presidente della Repubblica aveva attaccato i mafiosi "senza coraggio né onore"

LOCRI (REGGIO CALABRIA) – “Più lavoro meno sbirri“, “Don Ciotti sbirro”. Sono queste le scritte che secondo quanto riportato dal Corriere.it sarebbero comparse questa mattina sul muro del Vescovado di Lodi, dopo l’invettiva rivolta ieri dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nei confronti dei mafiosi “senza onore né coraggio”. Il Capo dello Stato era intervenuto alla

Mafia, i vescovi siciliani: “Insanabile opposizione al Vangelo”

La relazione finale della Conferenza Episcopale Siciliana riunitasi a Nicosia (Enna)

“Tutti coloro che, in qualsiasi modo o deliberatamente, fanno parte della mafia o ad essa aderiscono o pongono atti di connivenza con essa, debbono sapere di essere e di vivere in insanabile opposizione al Vangelo di Gesù Cristo e, per conseguenza, alla sua Chiesa”

Mafia e rifiuti, Attaguile: “Lo abbiamo denunciato in tempi non sospetti, ribelliamoci!”

"Complimenti alla DDA catanese per l’operazione Piramide della DDA catanese guidata dal procuratore Carmelo Zuccaro"

Ardizzone

L’onorevole Angelo Attaguile recentemente è stato autore di un accorato intervento alla Camera dei deputati sugli intrecci tra mafia e gestione dei rifiuti

La politica asservita agli interessi mafiosi: le carte dell’operazione Piramidi

"Contatti con tutti", "con tutto l'universo mondo politico": la mafia, i colletti bianchi e l'imprenditoria malata

Piramidi

Mafia, colletti bianchi e imprenditoria malata. Lupo e Patella sono consapevoli contro chi si stanno mettendo: conoscono la caratura criminale dei Paratore e anche gli agganci che questi ultimi hanno con il mondo della politica

Inchiesta Piramidi, Crocetta su dirigenti coinvolti: “Tolleranza zero”

Sull'inchiesta Piramidi, che ha evidenziato gli interessi della mafia nello smaltimento dei rifiuti, interviene anche Rosario Crocetta

Inchiesta Piramidi

PALERMO – Sull’inchiesta Piramidi – messa a segno nelle scorse ore dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, che ha evidenziato un intreccio di interessi criminali intorno allo smaltimento dei rifiuti nella provincia di Siracusa – interviene anche il Presidente della Regione Rosario Crocetta. “Nessuno sconto e tolleranza zero –  dice il governatore riferendosi ai funzionari regionali fermati

Omicidio avvocato Fragalà: fu ucciso dalla mafia perché “era curnutu e sbirru”

Arrestate sei persone a Palermo

fragalà

Svolta nelle indagini a sette anni da omicidio penalista. Secondo la Procura a ordinare l’omicidio fu il boss del “mandamento” di Porta Nuova Francesco Arcuri. Gli esecutori materiali furono Paolo Cocco e Francesco Castronovo. Tutti e tre erano liberi al momento dell’arresto