Appalti milionari e bancarotta: confiscati beni per 170 milioni a imprenditore siciliano

Sigilli al patrimonio di Pietro Mollica, attivo nel settore degli appalti di opere pubbliche su scala nazionale

ROMA – Beni mobili ed immobili, partecipazioni e numerose società, per un valore di circa 170 milioni di euro, sono stati confiscati dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma nei confronti di Pietro Tindaro Mollica, 56 anni, noto imprenditore siciliano, di origini messinesi, attivo nel settore degli appalti di opere pubbliche

Barellieri della morte, inchiesta confermata. Asp: “Doveroso collaborare”

Si indaga sul presunto giro d'affari intorno alle "esecuzioni" dei pazienti terminali

barellieri

BIANCAVILLA (CATANIA) – Arriva la conferma di un’indagine della Procura di Catania sulle morti “sospette” di malati terminali avvenute a bordo di alcune ambulanze private in servizio presso l’Ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla. A sollevare il caso due servizi della trasmissione “Le Iene”, che avevano ricostruito il presunto giro d’affari intorno alle “esecuzioni” dei pazienti terminali,

Mafia, Dia confisca beni a imprenditore vicino ai “Carateddi”

Il valore del patrimonio confiscato è di oltre 1,3 milioni di euro

  CATANIA – Personale della Direzione Investigativa Antimafia di Catania, su proposta del Direttore Nunzio Antonio Ferla, sta eseguendo il decreto di confisca beni emesso dalla sezione penale del  Tribunale di Siracusa, nei confronti di Francesco Pasqua, imprenditore 58enne di Augusta (Sr) operante nel settore del movimento terra e del trasporto merci conto terzi. Il valore

Mafia: Graviano, il coltello e i tanti dubbi sulle intercettazioni

Il boss al 41 bis nascondeva nella sua cella un'arma da taglio. Un fatto grave e preoccupante che passerà forse in secondo piano nel dibattito 

graviano

Un coltello nascosto nell’intercapedine del letto. Giuseppe Graviano, boss di Cosa Nostra attualmente al 41 bis, deteneva un’arma da taglio nella sua cella. Un fatto incredibile, scoperto circa un mese e mezzo fa, che ha portato all’immediato trasferimento dell’ergastolano dal carcere di Ascoli Piceno a quello di Terni. E all’ovvia domanda su come un detenuto al carcere duro possa trovarsi in possesso di un coltello, sforando i controlli presumibilmente severi della prigione

Grasso a Riina: “Stop a 41 bis? Dica nomi dei mandanti delle stragi”

Il presidente del Senato: "La legge dà la possibilità di interrompere il carcere duro collaborando"

ROMA – “Non dobbiamo dimenticare che Riina è ancora il capo di Cosa Nostra e che la legge può dare la possibilità di interrompere il regime del 41bis collaborando. Riina potrebbe ottenere la cessazione delle misure facendoci sapere chi erano queste persone importanti che lo hanno contattato prima di fare delle stragi“. Cosi Pietro Grasso, presidente

Mafia, sgominato l’asse della droga Ragusa-Gioia Tauro-Malta

Nella notte 19 arresti tra Calabria e Sicilia. Come funzionava il "sistema illecito integrato" tra i clan di Cosa Nostra e le 'ndrine calabresi

Ragusa

Un “sistema illecito integrato” tra i clan di Cosa Nostra di Ragusa e le ‘ndrine calabresi della Piana di Gioia Tauro. Una sorta di do ut des che avrebbe consentito ai siciliani di acquistare partite di droga in Calabria e ai calabresi di razziare capi di bestiame in Sicilia, reinvestendo i proventi di tali attività in ulteriori illeciti. E’ quanto ha rivelato l’indagine dei Carabinieri di Ragusa, che alle prime luci dell’alba di oggi hanno eseguito diciannove arresti e dato luogo a decine di perquisizioni

Strage 904, Riina in barella segue processo in videoconferenza

Nuova udienza del processo d'Appello davanti al Tribunale di Firenze. Il boss è imputato come mandate

riina

PARMA – Mentre continua a suscitare aspre polemiche la pronuncia della Cassazione  su Totò Riina, il Capo dei capi di Cosa nostra è collegato in videoconferenza dal carcere di Parma con il tribunale di Firenze dove poco fa si è aperta l’udienza per il processo davanti alla corte d’assise d’appello di Firenze per la strage

Traffico di droga e abigeato: 19 arresti tra Sicilia e Calabria

L'indagine della Dda di Catania ha accertato legami tra cosa nostra e 'ndrangheta

RAGUSA – Una maxi operazione dei carabinieri di Ragusa è in corso tra la Calabria e la Sicilia. I militari dell’Arma, su delega della DDA di Catania, stanno eseguendo 19 misure cautelari in carcere e oltre 30 decreti di perquisizione per traffico di stupefacenti e abigeato. Le indagini hanno consentito di accertare i legami instaurati

Sonia Alfano scrive a Mattarella: “Ci salvi dall’incubo di Totò Riina”

La lettera rivolta dall'ex eurodeputato al Capo dello Stato: "Chiediamo soltanto giustizia"

Sonia alfano

In merito al dibattito sulla possibilità di differire la pena a carico del boss Totò Riina, pubblichiamo la lettera rivolta dall’ex eurodeputato Sonia Alfano al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Figlia del giornalista ucciso da Cosa Nostra nel 1993, la Alfano è da anni in prima linea nella lotta alle organizzazioni criminali e per il

Riina, l’imprenditrice antipizzo Grasso: “Mafia non fa sconti di pena”

La testimone di giustizia interviene sul futuro del boss

Grasso

PALERMO – “Nessuna pietà, deve scontare sino all’ultimo giorno di pena in carcere. Un essere che non ha mai fatto sconti a nessuno e ha rubato il diritto alla vita a vittime innocenti, morte solo per aver fatto il proprio dovere”. Nel dibattito sulla possibilità di differire la pena a carico del boss Totò Riina – innescato ieri da una pronuncia della