Sonia Alfano: “Lo Stato ha dimenticato mio padre”

"Siamo solo noi familiari a portare avanti l'eredità di Beppe"

Sonia Alfano ha una voce dolcissima. E’ questo il primo dato che l’intervistatore trae parlandole, e dispiacendosi che una voce così bella debba velarsi di malinconia. Motivi di particolare lietezza, purtroppo, non ce ne sono: sopratutto oggi che è l’anniversario dell’uccisione di suo padre.

Dentro la moschea catanese: “Isis? Non ci rappresenta, siamo le prime vittime”

Fede, misericordia, integrazione: dialogo con la comunità islamica a Catania

CATANIA – Un viaggio nella comunità islamica catanese per cercare di capire qualcosa di una religione troppo spesso equiparata all’Isis. E che invece è un culto di pace, come raccontano a Tribù i fedeli musulmani della Moschea della Misericordia, il luogo di culto situato in piazza Cutelli dove li raggiungiamo prima della preghiera del venerdì.

“Attacco con droni in Italia”, massima allerta negli aeroporti: intensificati controlli a Fontanarossa

"Viene segnalata la possibilità, dal 2 al 6 gennaio 2017, del compimento di un attacco terroristico di matrice islamica con l'impiego dei droni"

“Viene segnalata la possibilità, dal 2 al 6 gennaio 2017, del compimento di un attacco terroristico di matrice islamica con l’impiego dei droni e autovetture già oggetto di furto, contro obiettivi civili in Italia”. Sono le parole che compaiono in una comunicazione interna della Polizia di Stato, Ufficio Polizia di Frontiera Aerea di Fiumicino.

Perché anch’io vorrei gridare: “Allahu akbar!”

La grandezza di Dio non appartiene alle bestemmie dei terroristi

CATANIA – Il primo pensiero sono i calzini. Stamattina non ho controllato, pur sapendo che sarei venuto qui, che non avessero buchi o non fossero lisi. Mi tolgo le scarpe, sono fortunato: lana bianca, fatta per durare. E del resto guardandomi intorno mi convinco che a nessuno importi nulla delle mie calze.

Strage Berlino, Dap segnalò il sospetto killer durante la carcerazione in Sicilia

L'informativa del Dipartimento penitenziario

ROMA – Anis Amri, il tunisino ricercato per la strage di pochi giorni fa a Berlino, avrebbe manifestato comportamenti sospetti già in carcere. Secondo quanto riportato dall’Ansa, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria avrebbe riscontrato un pericolo di “radicalizzazione” e “contrasti violenti” con altri detenuti durante la detenzione di Amri nelle carceri siciliane dal 2011 al 2015.