Taormina, ‘pizzo’ a imprenditori: in manette 2 esponenti del clan Brunetto

Gli sviluppi dell”operazione “Good Easter” dei carabinieri

TAORMINA (MESSINA) – Nuovi sviluppi nell’ambito dell’operazione “Good Easter” che nello scorso aprile portò in carcere 4  esponenti di spicco di “cosa nostra”, componenti di un’organizzazione  che imponeva il pizzo nell’area taorminese soprattutto alle rivendite di autovetture.

I carabinieri di Taormina hanno notificato, in carcere, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Messina Eugenio Fiorentino su richiesta del procuratore aggiunto della Dda messinese Sebastiano Ardita e del sostituto procuratore Francesco Massara nei confronti di due esponenti dei clan etnei di Cosa nostra accusati a vario titolo di estorsione in concorso, con l’aggravante del metodo mafioso.

Destinatari delle misure cautelari sono Francesco Antonio Faranda, 48 anni catanese,  residente a Fiumefreddo di Sicilia, ritenuto appartenente al clan “Brunetto”, egemone nell’area sub-etnea nord-occidentale, e Emanuele Salvatore Blanco, catanese di 44 anni, anche lui residente a Fiumefreddo di Sicilia e ritenuto appartenente anch’egli al clan “Brunetto”.

I due furono arrestati lo scorso 12 aprile insieme a Enzo Ferriero, 31 anni, di Paternò, ritenuto elemento di spicco ed emergente nell’area Etnea; Carmelo Porto, 50 anni, di Calatabiano, ritenuto anche per pregresse vicende giudiziarie elemento apicale del clan mafioso “Cintorino”.

Faranda e Blanco sono accusati di avere estorto a un imprenditore titolare di un’agenzia di Taormina a concludere un contratto di assicurazione di autoveicolo con targa di prova, nonostante la targa non fosse registrata alla banca dati, condizione questa necessaria alla conclusione del contratto. Ma i due hanno minacciato l’assicuratore: “…Sono problemi tuoi, forza il sistema, premi il bottone e fammi la polizza.. Senti tu non lo sai chi sono io? Quando ti chiedo una cosa chiudi l’ufficio e vieni subito a casa mia, non ci vieni?”.

I carabinieri, durante un servizio di vigilanza nei confronti della vittima e della sua compagna, hanno subito notato la presenza di Blanco che nel tardo pomeriggio di un giorno di aprile si era messo davanti la porta dell’agenzia dove aspettava l’imprenditore. Una volta uscito Blanco si è allontanato ma è stato bloccato e portato in caserma dai carabinieri. Determinante – spiegano i magistrati – è risultato il coraggio, la determinazione e la collaborazione dimostrata dall’imprenditore che collaborando con le Istituzioni ha permesso di assicurare alla giustizia due pericolosi malviventi.

Emanuele Blanco Francesco Faranda
<
>
Francesco Faranda

 

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nome *