Teatro Stabile, spiragli di luce per uscire dalla crisi

Sospeso iter pignoramento e riduzione del debito da 13 a 7 milioni

CATANIA – Dopo un lungo periodo costellato solo di cattivi presagi sulla sua stessa sopravvivenza, il Teatro Stabile di Catania torna a vedere la luce in fondo al tunnel. Due le notizie che riaccendono le speranza di salvezza dello storico teatro guidato dal commissario Giorgio Pace: la sospensione dell’iter di pignoramento, con annessa proposta di ristrutturazione del debito, e uno stanziamento da parte della Regione.

La prima notizia risale a qualche giorno fa, quando il giudice Marisa Acagnino accogliendo la richiesta dello Stabile ha sospeso tutte le procedure di pignoramento in corso nei confronti del teatro e, vista la proposta di accordo sulla composizione e ristrutturazione del debito, presentata dall’organismo denominato la “Tutela degni onesti”, ha fissato al prossimo 17 maggio l’udienza per ridurre da 13 a 7 milioni il debito del teatro.

Debito che potrà scendere ulteriormente perché la Regione col Fondo Ris ha concesso lo stanziamento di 4 milioni. Il bando per accedere al Ris, aperto nel mese di settembre dello scorso anno ha un plafond di 15 milioni di euro. Risorse che hanno l’obiettivo di dare boccata d’ossigeno ai teatri siciliani, Stabile compreso.

Tornando al Piano di ristrutturazione del debito presentato in Tribunale va sottolineato che si basava sul percorso previsto dalla norma sul sovraindebitamento regolata dalla legge 3/2012. Punto cardine è il presupposto “innovativo”, dettato da una norma regionale sostenuta dall’assessore regionale allo Spettacolo Anthony Barbagallo, secondo cui l’ente venga prima risanato economicamente, nel senso che gli incassi e i pagamenti vengano posti in equilibrio, in modo da non produrre ulteriori perdite. Solo se verrà rispettata questa condizione l’assessorato allo Spettacolo erogherà i 4 milioni che serviranno a pagare parte del debito. Il finanziamento è però condizionato all’accettazione della proposta di almeno il 60% dei creditori.

I tre gestori della “Tutela degli onesti” presenteranno ai creditori un’offerta che prevede una riduzione del debito da 13 a 7 milioni circa e di questi 4 verranno pagati immediatamente all’accettazione dell’offerta, mentre la differenza sarà rateizzata. Alle maestranze, agli attori e ai registi verrà corrisposto il  90% circa del loro credito: una parte subito e una parte dilazionata.

 

 

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