Telefonata Renzi-De Benedetti, denuncia del M5s al Parlamento Europeo

Nel gennaio 2015 il segretario del PD avrebbe comunicato in anticipo all’editore l’approvazione da parte del Governo di un decreto legge sulle banche popolari. L’attacco dei Cinque Stelle

Renzi

BRUXELLES – “La telefonata fra Renzi e De Benedetti è un chiaro esempio di come funziona in Italia l’informazione. Abbiamo denunciato al Parlamento europeo la commistione Pd-giornali-banche, un bubbone che soffoca la democrazia e la libertà dei cittadini”. Non usa mezzi termini l’eurodeputato Ignazio Corrao, coordinatore della campagna nazionale del Movimento 5 Stelle, per descrivere la vicenda che in queste ore vede coinvolti il Segretario del Partito Democratico e l’ex editore del quotidiano La Repubblica. 

Nel gennaio 2015 Renzi avrebbe comunicato in anticipo a De Benedetti l’approvazione da parte della Governo di un decreto legge sulle banche popolari. Grazie all’informazione privilegiata, l’imprenditore avrebbe messo a segno una speculazione dal valore di 600.000 euro. Dopo l’indagine amministrativa della Consob, archiviata, e quella della Procura di Roma che ha chiesto l’archiviazione per l’unico imputato, il broker di De Benedetti Gianluca Bolengo, nelle scorse ore i magistrati romani hanno aperto un fascicolo per fuga di notizie.

Il caso arriva a meno di due mesi dalle elezioni Politiche del 4 marzo e ha suscitato aspre reazioni. Tra cui quella del Movimento Cinque Stelle. “In Italia c’è un grave problema di disinformazione – prosegue Ignazio Corrao – I media fabbricano fake news per screditare le opposizioni o come in questo caso per coprire le banche. Avete per caso sentito i tg italiani a reti unificati raccontare il fatto che Renzi informò l’amico De Benedetti sul decreto banche favorendo così una speculazione in Borsa?”. 

“Ho denunciato l’accaduto in Commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni al Parlamento Europeo durante la discussione di un rapporto sull’indipendenza dei media – continua l’esponente del M5s – In Italia c’è una situazione preoccupante. Una recente riforma assegna al Pd il potere di nomina dei vertici della Tv pubblica. Gli altri tre principali canali televisivi privati sono in mano a un solo uomo: Silvio Berlusconi, che guarda caso in questi anni ha governato assieme al partito che controlla i canali pubblici. Questo – conclude Corrao – crea un evidente restringimento del diritto a informare e ad essere informati”.

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