Acireale, Todaro accusa: “La politica acese rivuole le Terme”

Intervista al commissario liquidatore dimissionario

CATANIA – Le dimissioni “irrevocabili” del commissario liquidatore delle Terme di Acireale, Gianfranco Todaro, aprono un nuovo capitolo dell’infinita e travagliata storia dell’Ente.

Una vicenda contrassegnata dalla pluriennale mancanza di liquidità fino al declino della stazione termale. La mossa dell’avvocato catanese anticipa, in tal modo, la Regione Siciliana. È con una lettera, infatti, che l’unico socio della partecipata annuncia a Todaro la sua prossima revoca. Pare, “per giusta causa”. Ma nessuno gli ha ancora chiarito quale sia.

Sul giornale cittadino, leggiamo che l’ormai ex liquidatore dovrà rispondere di azioni imprenditoriali “dannose”. Ne vengono elencate alcune: “dalla riapertura del Parco termale su proposta di un’associazione locale” alla “più recente concessione di una sede dei Rangers al Polifunzionale”. Oltre ai suoi compensi e all’assunzione di un professionista dalla scoppiettante parcella.

Al centro di un fuoco incrociato, Todaro smentisce ai nostri microfoni questa “serie di falsità”.

Avvocato, allora qual è il motivo che l’ha spinta a presentare le dimissioni?

La Regione sperava nel fallimento delle Terme di Acireale. Mi sono opposto e ne ho pagato il prezzo. Da quel momento, ho subìto una lotta all’ultimo sangue. Mi hanno bocciato il bilancio ripetutamente, nonostante fosse conforme alla legge e ricalcava i precedenti. Hanno cercato cavilli mai richiesti ai liquidatori prima di me.

Perché le avrebbero messo i bastoni tra le ruote? Non è interesse del socio unico salvare il sito termale?

Ho trovato un Ente con 14 milioni di euro di debiti. I burocrati palermitani si sono molto infastiditi perché volevo evitare il fallimento. Non ci hanno mai dato un euro. Ho fatto riaprire il parco e l’antica villa delle Terme con le sole forze del volontariato. Sicuramente c’è una motivazione politica dietro questa guerra. La politica acese pretendeva che il commissario appartenesse a quel territorio, io invece sono catanese.

E sulle azioni “dannose” che le contestano?

Sono commissario liquidatore da un anno e due mesi. Nel 2016 ho rinunciato a percepire qualsiasi somma, faccia il conto di quanto ho preso in totale. Chi mi ha preceduto ha dilapidato 5 milioni di euro senza alcun appunto della Regione, del revisore e nemmeno del collegio sindacale che ha dormito sonni profondi durante tutti quegli anni.

Anche sul mio consulente commerciale hanno detto solo falsità. Il precedente percepiva 2mila 500 euro netti al mese per 7 anni. Mai nessuno ha avuto da ridire. Anzi, nel passato ci sono stati anche 10-12 consulenti. A marzo ho nominato uno specialista dalla parcella nettamente inferiore. Tra l’altro, per mancanza di liquidità, non ha mai intascato nulla.

Quale futuro prevede per il sito termale?

La situazione è disastrosa. Mi auspico che affidando l’Ente alla parte politica che la richiede da anni, le cose cambino. Così, anziché essere oggetto di attacchi quotidiani, può darsi che arrivi alla liquidazione dei creditori.

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