Nuovo terremoto politico a Trapani, arrestato il deputato Girolamo Fazio

In manette anche l’armatore Ettore Morace e il funzionario della Regione Giuseppe Montalto

TRAPANI – E’ sempre più bufera sulla campagna elettorale di Trapani. All’indomani della richiesta della Dda di soggiorno obbligato per il candidato sindaco di Forza Italia Antonio D’Alì, un’operazione della Procura di Palermo ha portato all’arresto del deputato regionale Girolamo Fazio, anch’egli candidato a sindaco, del funzionario della Regione Siciliana Giuseppe Montalto e dell’armatore Ettore Morace. 

I provvedimenti cautelari emessi dal Gip del Tribunale di Palermo sono stati eseguiti dai Carabinieri dei Comandi provinciali di Trapani e Palermo. L’inchiesta è coordinata dal procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Dino Petralia.

I tre arrestati sono accusati di corruzione. Fazio e Montalto sono finiti ai domiciliari, mentre per Morace si sono aperte le porte del carcere. Al centro dell’inchiesta un giro di tangenti sui fondi riguardanti il trasporto marittimo a Trapani. 

Dall’inchiesta è emerso che Morace è riuscito a entrare in contatto con un politico nazionale, attraverso un altro politico, per ottenere l’approvazione di un emendamento che riduceva dal 10 al 4 per cento l’Iva sui trasporti marittimi urbani. Sia il politico, di cui la momento non si conosce il nome, che il suo tramite, a Natale hanno avuto un Rolex in regalo. Uno dei orologi è stato restituito dal beneficiario del regalo durante la perquisizione.

Fazio, imprenditore del settore vinicolo, è stato sindaco di Trapani per due mandati fino al 2012, quando è stato eletto all’Assemblea Regionale Siciliana nelle file di Forza Italia. Ex alleato del senatore D’Alì, ora suo concorrente alle prossime amministrative, ha poi lasciato il partito di Berlusconi. Attualmente è capogruppo del Gruppo Misto all’ARS. Montalto è da due anni il segretario particolare dell’assessore alle Infrastrutture Giovanni Pistorio.

Ettore Morace, 54 anni, è figlio della prima moglie del patron del Trapani calcio, Vittorio. La madre è nella lista degli assessori designati da Fazio. Dal 2015, è a capo della Liberty Lines, società di trasporti marittimi che assicura oltre il 90% delle tratte in Sicilia. Questa sorta di monopolio, spinse Davide Mattiello, componente della Commissione parlamentare antimafia, a presentare un’interrogazione al governo rimasta ancora senza risposta. Del gruppo Liberty fa parte la famiglia degli armatori Franza di Messina. Un paio di anni fa, la Ustica Lines sale agli onori delle cronache quando Vittorio Morace fermò i traghetti e minacciò di licenziare i dipendenti, perché, la Regione a seguito di un contenzioso contrattuale non aveva elargito i contributi. Nell’aprile scorso il gup di Trapani ha rinviato a giudizio Morace senior +, derubricando l’accusa contestata dalla Procura di interruzione di pubblico servizio, da aggravata a semplice. Già due anni fa, prima del passaggio delle consegne da Vittorio ed Ettore Morace, la Procura di Palermo stava indagando sulla società perché godeva di un aggio superiore alle aziende concorrenti. E da quelle indagini emerse che alcuni funzionari della Regione avevano avuto dei parenti assunti in seno alla Ustica Lines.

Montalto, 46 anni, coordinatore della segreteria particolare dell’assessore regionale alle Infrastrutture Giovanni Pistorio, è anche titolare di un’agenzia pubblicitaria che ha sede a Palermo, la “Dorian Gray – Comunicazione integrata”, che ha lavorato in vari progetti con la Regione, tra i quali l’inaugurazione del museo di Aidone dove è esposta la Venere di Morganatica. In assessorato, Montalto aveva svolto lo stesso ruolo, dal novembre 2014, con il precedente assessore Giovanni Pizzo; è un esterno all’amministrazione regionale e il suo è un incarico fiduciario. L’assessorato alle Infrastrutture è l’ente che ha bandito le gare sul trasporto marittimo con le isole minori.

PETRALIA: “SCOPERTO CONNUBIO SISTEMICO TRA IMPRENDITORIA E POLITICA” – “Abbiamo scoperto un connubio sistemico finalizzato alla corruzione tra imprenditoria e politica». Così durante una conferenza stampa il procuratore aggiunto di Palermo Petralia sottolineando che “l”inchiesta parte da un atto coraggioso di un funzionario regionale, subentrato a quello che aveva curato l’emissione dei bandi che avevano favorito Morace, che si è aperto a una totale collaborazione con gli inquirenti”.

Alcuni tronconi dell’inchiesta, durata 10 mesi, saranno inviati ad altre procure. L’inchiesta riguarda i territori di Palermo, Trapani, Napoli, Livorno e Messina. “I tempi delle indagini e della politica sono diversi e a volte possono crearsi sovrapposizioni temporali – ha spiegato invece il Procuratore capo di Palermo Lo Voi – . Quando questo capita, comunque, in mancanza di una conoscenza precisa dei fatti, nessuno è autorizzato a parlare di giustizia a orologeria». “Se guardiamo l’origine e lo sviluppo di questa indagine e la sua rapidità – ha aggiunto – in un momento in cui tutti chiedono una giustizia veloce, parlare di giustizia a orologeria è affrettato e ingeneroso”.

Per la successione di Vito Damiano, i candidati alla poltrona di sindaco di Trapani sono in tutto cinque: oltre a D’Alì (Forza Italia, Psi, X la grande città) e Fazio (Lista per Fazio, Uniti per il futuro, Progetto per Trapani, Trapani tua, Io ci sono), correranno l’architetto Marcello Maltese (Movimento 5 Stelle), l’avvocato Giuseppe Marascia (Città a misura d’uomo) e il direttore dell’Iacp di Trapani Piero Savona (Pd, Cittadini per Trapani, Trapani svegliati).

 

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