Trapani, Consiglio non proclamato: il Commissario balla da solo

L’ultima parola sul destino dell’Assemblea votata al primo turno è arrivata ieri pomeriggio da parte dell’Ufficio Elettorale locale

Commissario

TRAPANI – Sì, no, forse. L’ultima parola sul destino del Consiglio Comunale votato al primo turno delle lunari elezioni trapanesi è arrivata ieri pomeriggio da parte dell’Ufficio Elettorale locale. Che ha stabilito come in assenza di un primo cittadino eletto non possa essere proclamata nemmeno l’Assise civica. Nessun sindaco e nessun Consiglio, dunque, soltanto un Commissario di prossima nomina. Un magro bottino quello delle Amministrative nel capoluogo, partite male e finite peggio.

La storia è ormai nota. Alla vigilia del voto il candidato sindaco Mimmo Fazio era stato arrestato in quanto coinvolto nel giro di corruzione dei traghetti portato alla luce dall’inchiesta “Mare Monstrum”. La misura cautelare, revocata il successivo 3 giugno, non aveva impedito al deputato regionale di correre il primo turno e qualificarsi al ballottaggio insieme al candidato del Partito Democratico Pietro Savona. Qui la sorpresa: gravato dal ricorso dei magistrati contro la revoca della misura cautelare, e quindi dal rischio di un nuovo arresto, Fazio aveva deciso di lasciarsi escludere dal ballottaggio evitando di presentare gli assessori entro i termini richiesti. E mettendo l’avversario nelle grinfie del “doppio quorum” previsto nei casi di candidato unico al ballottaggio. Che prevedibilmente domenica scorsa non si è realizzato: a votare è stato il 26,7% dei trapanesi aventi diritto, a fronte del 50% richiesto per validare l’elezione.

Niente sindaco, quindi, il risultato immediatamente percepibile già nella prima serata di domenica. Più complessa la questione del Consiglio Comunale, dibattuta per alcuni giorni ai massimi livelli della politica regionale. Con differenze di interpretazione della normativa in seno allo stesso Governo Crocetta, con il Presidente propenso a dare legittimità al Consiglio e l’Assessore agli Enti Locali Luisa Lantieri di parere opposto.

Sul tavolo la Legge Regionale del 1997, che secondo Lantieri parla chiaro: “Se a Trapani non sarà eletto il sindaco non ci sarà ovviamente alcuna proclamazione, di conseguenza non si potranno insediare i consiglieri eletti”, aveva detto l’Assessore alla vigilia del ballottaggio. “Non sono d’accordo sulle valutazioni fatte da molti in questi giorni – aveva replicato Crocetta – I cittadini trapanesi al primo turno hanno votato sindaci e consiglieri comunali, con un’elezione che è stata giudicata valida“. Plausibile dunque secondo il Presidente l’insediamento dell’Assemblea cittadina, tenuto conto che “l‘unico organismo che può decidere è la commissione elettorale e in caso di mancata decisione i tribunali amministrativi”.

E proprio l’ufficio elettorale ieri ha smentito il Presidente chiarendo come l’insediamento del Consiglio sia da considerarsi consequenziale a quello del Sindaco, e dunque inammissibile nel caso di specie. Sull’altare del “doppio quorum” – e della manovra di Fazio – finisce dunque la stessa Assise Civica, nell’ambito di una questione giuridica che lo stesso Assessore competente aveva giudicato “parecchio complessa”. Nessuno impedirà peraltro ai consiglieri eletti l’11 giugno di ricorrere al Tribunale amministrativo.

Il Commissario che reggerà il Comune fino alle nuove elezioni previste nel 2018, insomma, si troverà alla guida di una città priva di istituzioni politiche. Il nome del plenipotenziario sarà comunicato nelle prossime ore dal Governo regionale. Tra i papabili l’ex Procuratore di Palermo Francesco Messineo. Intanto ieri il Tribunale della libertà ha rinviato la decisione sul ricorso dei magistrati sui domiciliari per Mimmo Fazio, alla base di tutta la vicenda. Il pronunciamento dei giudici sul pericolo di inquinamento delle prove da parte dell’ex candidato sindaco arriverà il prossimo 5 luglio. Quando a Trapani il Commissario sarà già insediato.

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