Trapani, si allarga l’inchiesta “Mare Monstrum”: indagato Franza

L’armatore messinese è indagato per concorso in corruzione di un carabiniere

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MESSINA – Arriva fino in riva allo Stretto l’inchiesta “Mare monstrum” della Procura di Palermo su un giro di tangenti sui fondi riguardanti il trasporto marittimo a Trapani. In coincidenza con l’interrogatorio dell’armatore Ettore Morace, è stato aperto un nuovo filone che vede indagati l’armatore messinese Vincenzo Franza e il presidente della società Navigazione generale italiana spa Giuseppe La Cava, per concorso in corruzione.

Questa parte dell’inchiesta è stata inviata alla Procura di Messina per competenza. La Cava avrebbe incaricato il sottufficiale dei carabinieri Orazio Gisabella, di fare un’attività di dossieraggio in danno di Morace. Gisabella, che in cambio ha avuto l’assunzione effettuata nel 2016 della figlia alla “Caronte Tourist” dei Franza, è stato prima al Ros dei carabinieri, poi al Nucleo Tutela Patrimonio Artistico. Il dossier doveva arrivare, tramite esposti anonimi, alle Procure di Perugia e Palermo. Secondo gli inquirenti, La Cava e Franza avrebbero cercato di danneggiare Morace, temendo un rafforzamento della leadership nel settore.

A svelare i retroscena dell’episodio sono le conversazioni telefoniche tra La Cava, armatore di Lipari, e il carabiniere: ad ogni telefonata trascritta nell’ordinanza, La Cava chiede lumi sui dossier, vuol sapere se il carabiniere ha informato questa o quell’altra Procura, se si è messo in contatto con i giornalisti. Nell’attività di dossieraggio-killer, La Cava voleva coinvolgere anche due giornalisti nazionali. Dopo aver “relazionato”, Ginsabella chiede poi notizie sulla richiesta avanzata nei confronti della figlia, che ha già un impiego ma che il padre vorrebbe vedere a Messina, accanto a La Cava o con i Franza, perché possa essere seguita meglio, possa imparare.

E La Cava riferirà poi che ha parlato con i Franza, che si sono dimostrati disponibili e, infine, i due commentano l’assunzione. Il colloquio sarebbe andato meglio di quanto La Cava sperasse, visto che dai Franza “non si fanno assunzioni negli uffici” e invece la figlia del carabiniere ce l’ha fatta ad entrare nello staff. E questo malgrado i Franza temano che con la figlia a Messina anche Ginsabella possa voler ottenere il trasferimento in riva allo Stretto, e quindi finisca per “mettere il naso” nei loro affari. Paura, questa, che è sempre La Cava a riferire, in un’altra conversazione intercettata, effettuata con un soggetto diverso dal carabiniere. La Procura di Palermo, che ha detto no all’arresto dell’armatore eoliano, sentirà sia Franza che La Cava affinché chiariscano tutti i particolare della vicenda.

INDAGATO ANCHE IL PRESIDENTE DELL’AST FINOCCHIARO – Passa da Messina anche il capitolo che riguarda il governatore Rosario Crocetta, indagato per concorso in corruzione, perché ha ricevuto un avviso di garanzia anche il presidente dell’Ast Massimo Finocchiaro, vicinissimo al presidente che ha respinto ogni accusa.

Finocchiaro compare in due intercettazioni di Morace, impegnato a bloccare la nomina nella commissione trasporti dell’Ars dell’ex dipendente Siremar Giuseppe Prestigiacomo. “Non sono indagato per la vicenda del consulente”, precisa in una nota ufficiale Finocchiaro. “Non voglio dire altro per via delle indagini in corso, ma sono stato chiamato a riferire su altri fatti”. Finocchiaro è stato l’artefice della festa per la nascita del nuovo movimento di Crocetta durante la quale sarebbe avvenuta la “donazione” da 5 mila euro di Morace. Probabile che gli inquirenti palermitani vogliano sentire Finocchiaro proprio su questo passaggio. Il contenuto di questo filone di inchiesta è però coperto dal più stretto riserbo.

MORACE RISPONDE ALLE DOMANDE DEI PM – L’interrogatorio del re dei traghetti di Trapani Morace è durato quattro ore. Il titolare della compagnia di aliscafi Liberty Lines ha risposto alle domande domande poste dal giudice e dai Pm titolari dell’inchiesta, Luca Battineri e Francesco Gualtieri, ed ha fornito la propria versione dei fatti, respingendo le accuse di corruzione. Morace ha parlato della natura dei rapporti con le persone chiamate in causa nell’intercettazione, dal candidato a sindaco di Trapani Girolamo Fazio, anche lui ai domiciliari come il funzionario regionale Giuseppe Montalto, all’ex sottosegretario alle infrastrutture Simona Vicari, che si è dimessa il giorno in cui è scoppiato il terremoto giudiziario. Nei prossimi giorni, sono previsti gli interrogatori degli altri indagati.

 

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