ODA, il Tribunale boccia l’ex CdA: “Legittima la revoca di Gristina”

La decisione dei giudici sul concordato di fallimento: “Risulta essere venuta meno in capo al CdA la rappresentanza legale dell’Ente ecclesiastico”

CATANIA – “Inammissibile la proposta di concordato presentata dall’Opera Diocesana di Accoglienza” nelle persone di Romano Calero e del Consiglio d’amministrazione dell’Ente ecclesiastico, da mesi al centro di una guerra tra management contrapposti. Una guerra su cui il Tribunale di Catania potrebbe aver messo un punto definitivo, con la decisione di rigettare la proposta di fallimento dell’ex CdA.

A firmare la decisione i giudici Renda, De Bernardin e Bellia della Sezione Fallimentare, che in cinque pagine mettono nero su bianco i motivi per i quali l’organo societario azzerato dall’Arcivescovo Gristina lo scorso marzo non è più legittimato a rappresentare la Fondazione.

A partire proprio dal riconoscimento del  “potere-dovere di vigilanza ai sensi dei canoni 1276 1279 del codice di diritto canonico” esercitato dal Vescovo di Catania, che “ha rimosso dall’incarico ecclesiastico di amministratori i sigg. Alberto Marsella, Romano Calero, Claudia Pizzo e Marco Bonistalli”, commissariando l’ODA e “nominando quale commissario straordinario, con poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, l’avv. Adolfo Landi“.

Una procedura cui la Sezione Fallimentare riconosce piena legittimità, considerando che “la giurisprudenza […] è orientata nel senso di escludere la giurisdizione dell’Autorità Giudiziaria Ordinaria ogni qual volta si verta in materia di esercizio della potestà spirituale e di quella disciplinare nei confronti degli appartenenti ad una confessione religiosa, nonché in materia di atti organizzativi interni”. Peraltro, ricordano i giudici, “l’ODA è un Ente ecclesiastico, e nella specie Pia Fondazione Autonoma, con personalità giuridica pubblica”, e i Patti Lateranensi “riconoscono alla Chiesa […] la giurisdizione in materia ecclesiastica”. 

Per queste ed altre ragioni il provvedimento di revoca di Gristina è da considerarsi valido, e “risulta essere venuta meno in capo ai sottoscrittori [del concordato in esame, ndr] la rappresentanza legale dell’Ente ecclesiastico ODA”. L’ex CdA, notano poi i giudici, ha presentato ricorsi e impugnazioni nei confronti di Gristina e di Landi, “riconoscendo allo stato l’efficacia degli atti di cui lamentano, nelle sedi adite, l’illegittimità”.

Bocciatura netta, dunque, per l’Ente guidato dall’Ad Alberto Marsella. “Adesso è necessario guardare avanti ponendo in essere tutte le iniziative necessarie a garantire il futuro dell’ente – ha dichiarato il Commissario Straordinario Adolfo Landi commentando la notizia –  e con esso quello degli oltre 1.500 assistiti e 600 dipendenti e collaboratori, che in questa fase non è stato possibile attuare in conseguenza dei contenziosi legali messi in atto dal vecchio CDA“.

“E’ questo infatti il primo obiettivo che S.E. Mons. Gristina ci ha assegnato – prosegue l’avvocato –  l’attenzione verso i lavoratori e, soprattutto, verso i destinatari delle attività dell’ODA, soggetti deboli della nostra comunità che hanno nell’ente un riferimento irrinunciabile, ed in tal senso sarebbe stata certamente drammatica la sola ipotesi di interruzione delle attività. Ed è su questa linea di azione che intendiamo muoverci – conclude Landi – nell’augurio che adesso possa tornare la definitiva serenità”.

SENTENZA SEZIONE FALLIMENTARE

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