UE, riciclo al 95% entro il 2030. La Via: “Il futuro non è usa e getta”

Il commento dell’eurodeputato a margine del voto al Parlamento europeo di quattro proposte relative ai rifiuti

BRUXELLES – “Definire un percorso virtuoso di lungo termine per la riduzione progressiva dei rifiuti e per la gestione e il riciclaggio degli stessi“. E’ questa l’aspettativa dell’eurodeputato Giovanni La Via (ApPpe) a margine del voto in sessione plenaria al Parlamento Europeo di quattro proposte legislative sul tema della gestione e del riciclo dei rifiuti.

Obbiettivo della votazione fornire agli enti locali e alle amministrazioni statali dei margini vincolanti sul riciclo: “Il Parlamento ha espresso una posizione ambiziosa, che modifica radicalmente l’approccio ai rifiuti, che smetteranno di essere un problema e diventeranno un’opportunità“. Numeri ambiziosi davvero, quelli proposti all’Assemblea: riduzione al 5% della quantità conferita in discarica entro il 2030 – la Commissione aveva proposto il 10% – e il rafforzamento della collaborazione tra gli Stati per migliorare la gestione dei rifiuti. Previsto anche il rafforzamento del mercato secondario delle materie prime. Dopo il voto si attende la definizione della posizione degli Stati membri, per iniziare i negoziati che condurranno alla stesura dei testi finali.

“Il Ppe aveva espresso una posizione piu equilibrata tra le esigenze di definizione di obiettivi ambiziosi e un approccio realistico sugli stessi – prosegue La Via – su quanto si potrà cioè concretamente realizzare entro il 2030 nei diversi Stati, sulla scorta di quanto proposto dalla Commissione europea. Ma confido che durante il negoziato con il Consiglio, e con gli opportuni accorgimenti su norme di calcolo robuste, pratiche e confrontabili per tutti, riusciremo ad ottenere risultati importanti. Oggi in Europa ci sono circa 600 milioni di tonnellate di rifiuti all’anno, con grande potenzialità di riutilizzo, che perdono valore e sono completamente esclusi dal ciclo produttivo. Per garantire una crescita sostenibile nell’Ue – prosegue l’eurodeputato – dobbiamo usare le risorse a nostra disposizione in un modo più intelligente e sostenibile. Non possiamo costruire il nostro futuro su un modello usa-e-getta. La gestione dei rifiuti è fondamentale per il successo dell’economia circolare in Europa”.

Una risoluzione che non può non suscitare criticità nei confronti dei sistemi ancora in controtendenza rispetto alle politiche adottate dall’Unione Europea: uno per tutti quello siciliano, che l’eurodeputato stigmatizza  “per l’incapacità di progettare e di implementare le necessarie infrastrutture di trattamento dei rifiuti“. La Sicilia è dati alla mano “ultima in Italia con il 12.8 %, a fronte di un 47,5% nazionale in crescita di + 2,3 punti rispetto al 2014 (45.2%). Il trend siciliano è invece incredibilmente in discesa, nel 2014, infatti, era sopra il 13%, mentre la Calabria, penultima, doppia la Sicilia e si attesta al 25%”. Dati davvero allarmanti quelli della capacità di riciclo in Sicilia, spiega l’europarlamentare citando i dati Ispra.

Urge un cambio di rotta che dovrebbe andare nella direzione prevista dalle proposte votate oggi in Parlamento. Proposte che avrebbero anche un consistente controvalore economico, sottolinea La Via: “La Commissione europea stima che grazie al pacchetto sull’economia circolare saremo in grado di creare, entro il 2035, circa 170.000 posti di lavoro. Un modello economico efficiente che permetterà di rispettare l’ambiente e promuovere la creazione di competitività e nuovi posti di lavoro”.

Fondamentale poi insistere sui temi della lotta allo spreco alimentare, che l’eurodeputato richiama malgrado non fossero contenuti nella proposta della Commissione. Secondo La Via si tratta di “una misura etica oltre che materiale. Le stime indicano che ogni anno vengono sprecate nell’UE 88 milioni di tonnellate di alimenti, pari a 173 kg di alimenti sprecati a persona, numeri ancora più impressionanti se si pensa allo stato di indigenza che riguarda numerose famiglie – conclude l’eurodeputato siciliano – Vogliamo fare il possibile per evitare questo spreco e aiutare chi ha bisogno”.

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