Umidità e incuria: ecco la Torre Biologica a tre mesi dall’apertura

A poco più di novanta giorni dall’apertura il nuovo plesso dell’Università degli Studi di Catania sembra andare verso il degrado

 

CATANIA – Umidità, mura rovinate, ascensori guasti. E’ la triste fotografia scattata questa mattina da Tribù alla Torre Biologica “Ferdinando Latteri”, il nuovo plesso dell’Università degli Studi di Catania sito accanto alla Cittadella in via Santa Sofia. L’edificio era stato inaugurato poco più di tre mesi fa alla presenza delle maggiori autorità cittadine – il sindaco Enzo Bianco, l’ex Prefetto Maria Guia Federico e il past Rettore Giacomo Pignatarocon la partecipazione straordinaria dell’allora premier Matteo Renzi.

Un giorno di festa per la città e l’Università, quello dell’apertura del nuovo plesso costato alla collettività oltre trenta milioni di euro. Una cifra imponente – su cui la Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo – a fronte della quale ci si sarebbe aspettato un migliore stato di conservazione a così poco tempo dall’inaugurazione. Invece l’umidità aggredisce la Torre Biologica sin dal corpo centrale dell’edificio, come mostrano chiaramente le immagini girate questa mattina.

E percorrendo aule e corridoi della Torre ci si rende conto che non si tratta di un caso isolato: le infiltrazioni d’acqua hanno già rovinato pareti, colonne e contro-soffitti.

Un problema evidentemente strutturale, nei confronti del quale sarebbe il caso di intervenire per tempo. Non è tuttavia l’unico aspetto dell’incuria che sembra circondare l’edificio, dal punto di vista gestionale come da quello dell’utenza. Basta fare un giro della Torre per vedere come molte attrezzature non siano utilizzate benché pronte, e come alcuni lavori e cantieri siano sostanzialmente fermi. A cominciare dal bar, i cui lavori attendono il visitatore proprio all’ingresso dell’edificio.

Un dispendio di risorse che fa il paio con i comportamenti di alcuni studenti che mostrano di non rispettare affatto il loro luogo di studio – peraltro appena aperto – buttando rifiuti e lattine nelle aiuole che circondano l’edificio. Comportamenti che il personale di servizio dovrebbe sanzionare, ma anche detto personale sembra latitare: l’Ufficio informazioni all’ingresso è sostanzialmente sguarnito e soltanto alcuni studenti in servizio si occupano di dare indicazioni a chi le richieda.

Alcune domande sorgono lecite e spontanee. Come può un bene cittadino – l’Università è giustamente annoverata tra le anime di Catania – essere abbandonato a queste forme d’incuria a così poco tempo dalla sua inaugurazione in pompa magna? Come possono le consistenti risorse impegnate – decine di milioni di euro – infrangersi contro il muro della negligenza e del disinteresse? Ciò che conta è soltanto l’inaugurazione a favore di fotografi – di coloro che tagliarono il nastro il sindaco Enzo Bianco è peraltro l’unico ad essere ancora in carica – o la rotta del degrado può essere invertita per evitare che la Torre Biologica faccia la fine di molti altri edifici pubblici catanesi?

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