Il Vaffanculo nel tempio della Democrazia

Un Deputato della Repubblica Italiana che manda a fare in culo il Presidente della Camera. Una nuova vetta raggiunta a Montecitorio. Indovinate da chi?

Sgarbi

Un Deputato della Repubblica Italiana che manda a fare in culo il Presidente della Camera. In chiusura d’intervento, col microfono ancora acceso, perché ben si senta l’improperio lanciato contro la terza carica dello Stato.

Protagonista dell’episodio, avvenuto alcune ore fa a Montecitorio, l’onorevole Vittorio Sgarbi. Il quale, richiamato dal Presidente Roberto Fico per il linguaggio colorito utilizzato durante il suo intervento – in cui pretendeva di accostare nel consueto marasma il gioco d’azzardo e l’apertura domenicale dei musei – non ha esitato a vituperarlo come in una puntata qualsiasi de La Pupa e il Secchione. Vituperio prontamente rilanciato dalla schiera di giornali sempre ansiosi di aumentare il numero dei click. Se ci torniamo anche – che non consideriamo i click unità di misura – lo facciamo per tentare un ragionamento la cui validità giudicherà il lettore.

Per mesi ci siamo battuti perché Sgarbi lasciasse il posto di Assessore regionale improvvidamente affidatogli dal Presidente Nello Musumeci al momento della formazione del Governo. I motivi ci sembravano fin troppo chiari, ma forse è il caso di ripeterli: soltanto in un Paese sommamente provinciale e ignorante come l’Italia un uomo come Sgarbi può essere considerato il miglior critico d’arte su piazza. Il migliore, ovvero l’unico conosciuto grazie alle performance televisive imbastite nell’ultimo quarto di secolo. Che un personaggio simile, icona del peggior trash televisivo, venisse chiamato ad amministrare i Beni Culturali in Sicilia, ci sembrava un’offesa nei confronti di molti esperti d’arte validi e rigorosi – anche siciliani – colpevoli soltanto di non frequentare salotti televisivi.

Fortunatamente le elezioni del 4 marzo e l’elezione alla Camera nelle fila di Forza Italia (in quota proporzionale) consentirono alla Sicilia di liberarsi del figuro. Che tornato alla Camera dei Deputati, frequentata sin dal 1992, non ha mancato di farsi notare per i suoi interventi sopra le righe. Fino a quello di ieri, con vaffanculo sussurrato a favor di microfono nei confronti del Presidente Fico. In un’Aula che ne ha viste di tutti i colori, dalla mortadella ai cori da stadio ai cazzotti, ma mai fino a questo punto.

E veniamo alle nostre considerazioni. Non sappiamo se Sgarbi verrà sanzionato per la grave offesa recata alla terza carica dello Stato. Se così non fosse, un gravissimo precedente si sarebbe creato in tutti i rapporti istituzionali italiani. Cosa impedirebbe ad un funzionario dello Stato di mandare a fanculo un Prefetto? O ad un agente di Polizia di vituperare un Questore? O ad un magistrato di insolentire il Procuratore generale, se nel tempio della nostra democrazia un deputato semplice, forte soltanto del proprio personaggio, può impunemente schernire il Presidente della Camera?

E al di là del livello istituzionale, che esempio si dà ai cittadini nei rapporti di convivenza civile? E ai giovani? Nessuna sorpresa che nei licei accadano scene come quelle che mesi addietro hanno turbato molti, di ragazzini sorpresi in atteggiamenti bulleschi nei confronti dei professori, se uno Sgarbi qualunque può bullizzare il Parlamento prendendone a male parole la guida. Si dice spesso che la politica italiana rispecchia i costumi e i modi degli italiani. Speriamo che non sia davvero così, altrimenti avremmo raggiunto livelli di degrado e maleducazione difficilmente ricuperabili.

L’onorevole Sgarbi paghi la sua maleducazione secondo le regole della Camera. La sua inciviltà non rimanga impunita. Altrimenti non aumentiamoci delle storture che avvengono nella società civile, e dei rapporti umani e istituzionali sempre più deteriorati da atteggiamenti barbari e incivili. Barbari e incivili li abbiamo in Parlamento, vestono in giacca e cravatta, scrivono libri e si fanno chiamare professori. In maleducazione, ma tant’è.

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