Valanghe d’Inverno e la “battaglia della vita”, l’appello a Crocetta per opporsi al Tar

Per il sindaco Di Guardo, la chiusura della discarica è “un problema politico”

MISTERBIANCO (CT) –  “Non demordiamo, chiediamo alla Regione di appellarsi all’ordinanza del Tar”. Per la cittadinanza e per il sindaco Nino Di Guardo, è un verdetto inaccettabile.

La sospensione del provvedimento emesso dalla Regione a dicembre scorso inverte la rotta: si era stabilito che i rifiuti indifferenziati senza il precedente trattamento di inertizzazione non avrebbero più varcato le porte della discarica. In seguito, la Regione aveva ordinato a circa 90 Comuni dell’Isola di conferire anche la frazione secca nell’impianto della Sicula Trasporti.

Nulla di fatto. I giudici amministrativi di Catania hanno accolto la richiesta dell’Oikos. Di fatto, questo stop rappresenta un passo indietro nel tortuoso percorso di chiusura della discarica Valanghe d’Inverno.

Dunque, continua il faccia a faccia tra Davide e Golia perché, oltre le vicende giudiziarie, c’è il parere dell’Arpa. Una questione “di vita e, soprattutto, di morte”. Lo ricorda Di Guardo, da sempre in prima linea contro la convivenza tra centro abitato e discarica.

“La Regione – è l’appello del primo cittadino – deve trovare il modo per liberare Misterbianco e Motta Sant’Anastasia da questa atroce situazione. La legge n.9 del 2010 fissa la distanza minima della discarica dai centri abitati che è di 3 km. Qui siamo a meno di 1 km. E’ tutto fuorilegge!”

La sentenza del Tar fa leva sul rischio licenziamento dei lavoratori e sull’insussistenza di rischi per la salute dei residenti. Un punto di vista profondamente diverso dai dati Arpa dello scorso anno sulla qualità dell’aria nei centri di Misterbianco e Motta Sant’Anastasia.

La relazione registrava con “immediata evidenza” nel periodo analizzato “l’incremento, in alcuni casi molto rilevante, della concentrazione di metano presente in atmosfera, costantemente accompagnato da incrementi di concentrazione (sia pure molto più contenuti) di alcuni mercaptani (composti caratterizzati da un intenso odore sgradevole)”.

“Dobbiamo difendere le ragioni profonde delle comunità che vivono da anni in mezzo al biogas e chiudere questa triste vicenda”, chiede Di Guardo.

Il problema è politico. La Regione deve anche bonificare la discarica di Tiritì che ancora, non capisco per quale ragione, non si riesce a mettere in sicurezza”. Un altro step inutilmente atteso era infatti la bonifica della dismessa discarica di Tiritì che, con il via libera dall’Arpa, avrebbe dovuto cominciare a gennaio.

Ora la palla passa alla Regione a cui Di Guardo lancia l’ennesimo appello “per dare dignità a due comunità”.

Il messaggio, come sempre, è chiaro: “Le discariche vadano lontano dai centri abitati!”

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