Villa Igea, da un anno solo acconti per i 40 lavoratori: sciopero e sit-in

È altissima la tensione tra infermieri, animatori e medici del Centro terapeutico assistito di Tremestieri Etneo. Il 18 ottobre astensione dal lavoro e sit in davanti la struttura 

TREMESTIERI ETNEO (CATANIA) – È altissima la tensione tra i 40 lavoratori OSA (operatori sanitari associati), infermieri, animatori e medici di Villa Igea, il Centro terapeutico assistito di Tremestieri Etneo.

Da più di un anno gli operatori percepiscono solo acconti dei loro stipendi, senza tredicesima e dal mese di agosto nessuna mensilità. Per questo è già stata proclamata una giornata di sciopero (dalle 8 alle 14), con sit in davanti alla struttura per mercoledì 18 ottobre dalle 9 alle 13, per chiedere risposte certe sul futuro della CTA e della garanzia dei diritti dei lavoratori.

“Una situazione insostenibile se si pensa che la proprietà ha chiesto di essere ammessa alla procedura di concordato preventivo, a causa dei debiti che sono stati accumulati negli anni; il responso si potrà conoscere solo nel mese di novembre. E pare che gravi pesantemente sul bilancio del Centro, una cartella inviata da Riscossione Sicilia”, si legge in una nota di Cgil e Fp Cgil.

Secondo le sigle sindacali, si tratta di una situazione piuttosto grave se si pensa che oltre ai lavoratori che non percepiscono lo stipendio, al momento, vi sono 40 pazienti ricoverati a cui deve essere garantita assistenza e protezione, a dispetto dei lunghi tempi della burocrazia.

La Cgil e la Fp Cgil  per scongiurare il collasso di Villa Igea, hanno chiesto un incontro all’Ispettorato Territoriale del Lavoro ma hanno anche deciso, qualora non si trovassero soluzioni certe, di chiedere l’istituzione di un “tavolo” di confronto in Prefettura, coinvolgendo l’Asp e la proprietà del Centro terapeutico assistito. In attesa che tutto ciò avvenga è stato proclamato lo sciopero.

I segretari di Cgil e Fp Cigl, Rosaria Leonardi e Salvatore Cubito, lanciano un appello alle istituzioni affinché intervengano in tempi celeri per evitare che una struttura di assistenza così importante venga cancellata da un territorio già carente di posti letto per malati psichiatrici.

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