Medico pestato al Vittorio Emanuele, arrivano le prime condanne. Risarcita la vittima

Il Giudice dell’Udienza Preliminare ha condannato gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato nel processo sull’aggressione di Capodanno

Vittorio Emanuele

CATANIA – Arriva la prima sentenza nel processo sull’aggressione al dottor Rosario Puleo, avvenuta nel gennaio di quest’anno all’Ospedale “Vittorio Emanuele” di Catania. Il Giudice dell’Udienza Preliminare ha condannato gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato: 2 anni e 10 mesi a Salvatore Di Maggio (42 anni, pregiudicato); 2 anni, 6 mesi e 20 giorni a Antonio Lorenzo Guzzardi (25 anni, pregiudicato) e Giuseppe Tomaselli (31 anni, pregiudicato); 2 anni e 4 mesi a Luciano Tudisco (24 anni). Il Giudice ha condannato gli imputati al pagamento delle spese processuali e disposto un risarcimento di 10.000 euro nei confronti del medico aggredito. Indennizzati anche l’Assessorato Regionale alla Salute e l’Azienda Ospedaliera “Vittorio Emanuele”, costituitisi parte civile.

L’episodio aveva fatto il giro d’Italia, per il metodo utilizzato e l’efferatezza dell’aggressione. La spedizione punitiva era scattata poco dopo le 21.20 del 1 gennaio. A fare irruzione nei locali del Triage erano stati inizialmente quattro soggetti, guidati dal pregiudicato 47enne Mauro Cappadonna. Un’irruzione facilitata dalla complicità di un operatore del 118, che aveva aperto loro la porta del Pronto Soccorso. Una volta dentro, il gruppo aveva cercato il dottor Puleo, pretendendo le generalità di una donna refertata nel pomeriggio per un incidente in motorino che avrebbe danneggiato l’auto del capo branco. Di fronte al rifiuto del medico di fornire il nome e il cognome della paziente – come previsto dalla legge – Cappadonna e i suoi erano usciti dalla struttura per raggiunge alcuni conoscenti, che avrebbero poi partecipato al raid punitivo. Quindi, intorno alle 21.30, i componenti del commando facevano irruzione nel Pronto Soccorso, mentre uno di loro restava all’ingresso a fare da palo.

Gli altri aggredivano selvaggiamente alle spalle il medico, colpendolo alla regione orbitale e a quella fronto parietale e lasciandolo esanime. Tutta la sequenza era stata ripresa dalle videocamere di sorveglianza della struttura, la cui diffusione era stata determinante per il riconoscimento dei colpevoli. Cappadonna era stato fermato a stretto giro dall’intervento delle volanti, mentre nei giorni successivi erano stati assicurati alla giustizia anche gli altri componenti del gruppo. Per i quali oggi arrivano le prime condanne, insieme al risarcimento nei confronti della vittima. Uno dei tanti – troppi – medici aggrediti nel comprensorio etneo nell’esercizio delle loro funzioni.

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  • Sono Pene ridicole! Di fatto non passeranno peppure un giorno in galera. È un incoraggiamento a deliquere! un fatto gravissimo che ha offesso la coscienza di tutti i cittadini onesti che subiscono quotidianamente questa feccia. Peraltro erano tutti già pregiudicati. Lo trovo concretamente sconfortante.

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