Vittorio Sgarbi, Assessore alla Cultura entra ed esci

L’eclettico critico d’arte, noto per le sue intemperanze e le molte peripezie televisive farà parte della Giunta che Musumeci dovrebbe presentare a giorni

Sgarbi

PALERMO – Un Assessore entra ed esci. Sarà questo Vittorio Sgarbi, responsabile designato dei Beni Culturali in Sicilia. L’eclettico critico d’arte, noto per le sue intemperanze e le molte peripezie televisive (spesso di dubbio gusto), farà parte della squadra di Governo che Nello Musumeci dovrebbe presentare in settimana. Il nome di Sgarbi, al momento, è tra gli unici certi insieme a quello di Gaetano Armao, che ricoprirà il ruolo di Assessore all’Economia e di vicepresidente, e di Roberto Lagalla, la cui collocazione non è ancora certa. Ma quella del critico, come da copione, non sarà un esperienza dei governo “convenzionale”. Anzi.

Proprio Musumeci, comunicando i nomi, aveva ammesso che l’incarico a Sgarbi sarà a scadenza: “Vittorio conosce il patrimonio culturale siciliano come nessun altro tra i non siciliani – aveva detto il Presidente della Regione – Starà forse due o tre mesi, ma lo faremo lavorare per fargli dare il massimo, ha talento ed è sregolato come tutte le persone geniali e sono contento di averlo in Giunta”. Un incarico a tempo, sulla cui opportunità sono in molti ad interrogarsi. Sgarbi, non siciliano, arriva al governo in forza di un accordo politico con Musumeci. Ma non avrebbe alcuna intenzione di occupare il posto in modo stabile, come richiederebbe la gestione dei Beni Culturali in Sicilia. Piuttosto, il critico vede l’isola come un trampolino di lancio. E questo a Musumeci, a quanto pare, sta bene.

A confermare la volatilità dell’incarico, in un’intervista rilasciata oggi a Libero Quotidiano, è stato lo stesso critico d’arte. Che parte dal progetto di candidatura autonoma prima della confluenza nel centrodestra: “Mi ha dovuto chiamare Berlusconi per chiedermi di mollare, altrimenti avrei fatto perdere Musumeci – spiega Sgarbi – Il test aveva avuto già successo e mi sono ritirato, in cambio diventerò assessore e da lì consoliderò il progetto di ‘Rinascimento'”. Ovvero del movimento fondato con l’ex Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che dovrebbe essere lanciato alle Politiche del 2018 come ipotetica “quarta gamba del centrodestra”.

Un progetto ambizioso, quello del critico d’arte. Che al quotidiano diretto da Vittorio Feltri confessa grandi ambizioni: “Non punto al Parlamento ma al governo. Se vado all’opposizione, mollo e torno a fare l’assessore in Sicilia”. Certo di trovare le braccia aperte, come durante la campagna elettorale, quando per timore di perdere voti preziosi per la presidenza il candidato di centrodestra accolse la mediazione di Berlusconi promettendo a i Beni Culturali. Da sempre porto franco di politici, tecnici e persino di fisici delle particelle elementari.

Ad essere nominato nel ruolo, nella prima Giunta Crocetta, fu lo scienziato Antonino Zichichi, contro cui proprio Musumeci aveva fatto fuoco e fiamme denunciando un presunto conflitto d’interessi e ricordando come la Regione non fosse “un laboratorio di fisica nucleare”. Un laboratorio per le avventure politiche di Sgarbi, invece, l’Assessorato ai Beni Culturali potrà esserlo. Cominciamo bene. 

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