Voti, incarichi e poltrone: gli interessi della politica nella setta degli orrori

PIU’ CHE RILEVANTI I LEGAMI TRA I MEMBRI DELLA CONGREGAZIONE ED ESPONENTI DI SPICCO DELLA POLITICA ETNEA

ACI BONACCORSI (CATANIA) – “Favorire la crescita umana e cristiana dei propri membri tramite opere di evangelizzazione e di solidarietà”. E’ questo l’oggetto sociale dell’“ACCA” (Associazione Cattolica Cultura e Ambiente), sconvolta ieri dall’arresto del “guru” Pietro Alfio Capuana, accusato di violenze sessuali ai danni di minorenni insieme a tre collaboratrici che avrebbero procacciato le vittime all’orco.

Una storia andata avanti nel silenzio per venticinque anni, con le vittime costrette a subire gli abusi dell'”arcangelo” spacciati per “amore dall’alto” e “purificazione spirituale”. Una narrazione macabra e blasfema, con cui Capuana e le sue complici riuscivano a soggiogare non solo le bambine ma talvolta anche le madri.

Di umano e cristiano, insomma, negli arrestati sembrerebbe non esserci molto. Ma la storia sarebbe destinata ad allargarsi ulteriormente. Tra gli indagati nell’inchiesta “12 apostoli” – dal nome del gruppo di adepti di Capuana, che oggi nell’interrogatorio di garanzia si è proclamato innocente – vi sarebbero l’ex Assessore regionale Domenico Rotella detto Mimmo, il presidente dell’Associazione Salvatore Torrisi e un sacerdote, don Orazio Caputo, attuale vicario della parrocchia “Santa Maria dell’Indirizzo” di Aci Bonaccorsi. Secondo gli inquirenti proprio il sacerdote avrebbe appreso delle denunce nei confronti di Capuana nel segreto del confessionale, non esitando a violarlo per riferire a Torrisi e Rotella. Quest’ultimo – marito di Rosaria Giuffrida, una delle complici di Capuana – avrebbe avvertito la moglie e un’altra indagata.

Ma nelle intercettazioni dell’ex Assessore – riportate da Live Sicilia – ci sarebbe molto di più. Riferimenti inquietanti ad un “importante vescovo”, di cui Rotella non fa il nome, e all’anziano monsignor Rosario Di Bella, Vicario generale della Diocesi di Acireale fino al giugno 2012, quando venne nominato Protonotario Apostolico (la più alta onorificenza ecclesiastica, concessa dal Santo Padre ai sacerdoti meritevoli proposti dal Vescovo). A monsignor Di Bella Rotella avrebbe raccontato tutta la vicenda, portando un’importante membro della Curia acese a conoscenza della scure giudiziaria che stava per abbattersi sull’Associazione “ACCA”.

Contattato dalla redazione di Tribù Sua Eccellenza Raspanti ha preferito non commentare la vicenda, confermando la posizione della Curia affidata ieri a un comunicato stampa: “Non ho nulla da dire, quando gli atti della magistratura saranno pubblici valuteremo come comportarci. Nel frattempo, non commentiamo le indiscrezioni giornalistiche”. 

Bisognerà attendere gli sviluppi dell’inchiesta per avere dettagli più precisi sulla vicenda. A raccontare qualcosa in più della comunità finita nella bufera sono le visure. Mentre l’oggetto sociale chiarisce che “l’associazione si propone di creare, e perseguire progetti che abbiano finalità di solidarietà, sviluppo economico e sociale, con particolare rigurado alle famiglie e ai giovani (sic!)”, dal 2012 l’attività della Comunità fondata da padre Stefano Cavalli risulta la “coltivazione di pomacee e frutta a nocciolo”. Che secondo gli inquirenti avrebbe portato nelle casse della congregazione importi  notevoli. A tenere i cordoni della “borsa” era proprio Rosaria Giuffrida, finita ieri ai domiciliari con l’accusa di aver portato le vittime a Capuana.

La donna ricopriva il ruolo di tesoriere nel Consiglio Direttivo guidato da Salvatore Torrisi, anch’egli indagato. Gli altri membri risultano essere Federico Carmela, Mario Rito Ricca, Maria Teresa Bonanno, Massimo Savino Bassi, Giuseppe Moschetto e Candida Fassiolo, che ricopre anche il ruolo di vicepresidente.

Eletta consigliere comunale a Motta Sant’Anastasia con 225 voti nella lista “Motta nel cuore”, che nel 2014 sosteneva il candidato sindaco Daniele Capuana, la Fassiolo è successivamente passata con la maggioranza e ricopre attualmente la carica di assessore nella Giunta del salviniano Carrà. Una coincidenza, si dirà, la candidatura al Comune di Motta a sostegno del figlio di Pietro Capuana. In realtà la Fassiolo da anni fa parte dell’entourage politico che ruota attorno all’Associazione “ACCA”.

Dal settembre al dicembre 2000 lavora all’Assessorato regionale al Turismo guidato da Mimmo Rotella; dal luglio 2003 al dicembre 2005 è collaboratrice di Daniele Capuana, assessore allo Sport della Provincia regionale di Catania; dal gennaio al novembre 2006 ritorna nello staff di Rotella, che nel frattempo ha ottenuto la poltrona di Assessore alle Attività produttive al Comune di Catania; dal novembre 2010 all’ottobre 2013 collabora con l’Assessore provinciale al Territorio e Ambiente Viviana Pardo, la quale è dal 1994 membro dell’associazione “ACCA” al centro della bufera giudiziaria.

Più che rilevanti, dunque, i legami tra i membri della Congregazione ed esponenti di spicco della politica etnea. I quali avevano negli oltre cinquemila adepti dell’Associazione un congruo bacino elettorale. Poco importa quanto vi accadeva dentro. 

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