Voto di scambio, Giarrusso: “Mafia controlla bacini elettorali”

Pubblichiamo stralci dell’ultimo libro scritto dal senatore del Movimento Cinque Stelle con lo scrittore e saggista Andrea Leccese. Sul tavolo il rapporto mafia-politica

Daphne

Se una guerra va combattuta, è necessario prima di tutto conoscere quale avversario abbiamo di fronte. Basta dare un’occhiata all’art.416-bis per comprendere che c’è poco da scherzare, che la mafia è il nemico più insidioso della democrazia e che la lotta alla mafia è il primo compito di un governo civile. Infatti, tra gli scopi dell’associazionismo mafioso può ben esserci quello di “impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazioni elettorali”.

Certo, questi gentiluomini non regalano niente a nessuno, se ti portano in Parlamento o all’Assemblea Regionale, poi cercano sempre in cambio qualche piccolo o grande favore. Il solo pensiero che una norma sia approvata a vantaggio di un padrino o che un’importante riforma non venga varata per favorire dei delinquenti provoca giustamente ribrezzo nelle persone perbene. Quelle stesse persone che si indignano seguendo il processo sulla cosiddetta trattativa Statomafia. Ma come si può pensare che la mafia non abbia anche un potere politico? […]

La copertina del libro

Come si spiega oggi il peso politico dei mafiosi? In ragione della loro straordinaria capacità economica, Cosa Nostra, ‘ndrangheta, camorra e le altre possono essere assimilate ai gruppi di pressione di cui parlava il professor Temistocle Martines nel suo mitico manuale di diritto costituzionale. Ne sono passati di anni dai tempi dell’Università, ma quel concetto ci è rimasto scolpito nella mente: i gruppi di pressione sono grigi agglomerati che esercitano un’azione più o meno violenta e importuna sulla volontà del Governo e del Parlamento, al fine di realizzare interessi di parte, spesso contrari al bene comune.

Gli strumenti adoperati sono diversi e non sempre leciti: manovre di corridoio, suggerimenti, dettature, regalie, tangenti, donne-tangenti, minacce, ricatti, eccetera. I gruppi di pressione possono essere costituiti da banchieri, industriali, commercianti, professionisti, alti burocrati. […] Ma negli onorevoli corridoi gironzolano anche i messaggeri dei clan, a ricordare quali erano i patti, a batter cassa dopo l’inconfessabile appoggio elettorale.

Meglio di tanti altri sono in grado di ammansire i parlamentari, sanno come ricattarli, sanno come ricompensarli. Ebbene, se la criminalità mafiosa è davvero per il volume dei suoi affari la prima azienda del Belpaese, possiamo ragionevolmente pensare che costituisca anch’essa un gruppo di pressione. Del resto, come scriveva Luciano Violante già nel 1994, l’obiettivo delle mafie moderne è la conquista del massimo potere economico, perché il potere economico è diventato il segno del potere tout court ed il mezzo attraverso il quale si può conquistare ogni altro potere. Si tratta però di un gruppo di pressione con una marcia in più, costituita dagli sconfinati bacini elettorali di cui dispone grazie al suo potere di intimidazione.

Tornano in mente le sconvolgenti dichiarazioni di Carmine Schiavone, il camorrista pentito morto nel 2015 dopo una caduta dal tetto della sua abitazione. A suo dire, i casalesi riuscivano a spostare 120.000/130.000 voti solo nella provincia di Caserta. Nella nota intervista a Le Iene il boss spiega senza mezzi termini il trattato di amicizia omertosa tra la camorra e i politici casertani: «A loro interessava il voto, e noi facevamo campagna elettorale anche a nostre spese per farli eleggere e quindi tenerli in condizione per appagare i nostri problemi». […]

A proposito di Cosa Nostra, il pentito Francesco Marino Mannoia ha parlato di decine di migliaia di voti “sotto influenza” nella sola Palermo. Ma ha anche raccontato che il massiccio dirottamento di voti avvenuto in occasione delle elezioni politiche del 1987 fu una vendetta dei mafiosi ai danni di una Democrazia Cristiana inadempiente: «È stato provocato da Cosa Nostra per lanciare un avvertimento alla Democrazia Cristiana, responsabile di non aver saputo bloccare le inchieste antimafia dei magistrati di Palermo». E non a caso il consenso fu indirizzato verso partiti politici che in quel periodo avevano assunto una posizione polemica nei confronti della magistratura: il P.S.I. e il Partito Radicale.

In ultima analisi, le dinamiche sono di facile comprensione. Da un lato politici senza scrupoli vengono eletti grazie al mare di voti raccolti dai mafiosi, dall’altro i clan grazie ai politici miracolati ottengono denaro, appalti pubblici, protezione dalle inchieste, provvedimenti normativi favorevoli, trasferimenti di magistrati e poliziotti scomodi. Si tratta invero di vantaggi reciproci a cui difficilmente le parti vorranno rinunciare. È una questione di sopravvivenza. […]

Recidere il legame tra mafia e candidati significa selezionare meglio amministratori e governanti da un lato, e dall’altro togliere l’ossigeno alla criminalità mafiosa. «Potrebbero esistere mafia, camorra o ‘ndrangheta senza gli appoggi?». No, «potrebbero rimanere solo banditi di strada». Parola di Carmine Schiavone.

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  • Cosa pensa il senatore del processo del parcheggio europa? tutto valido anche sotto il profilo amminstrativo, a prescindere dalla assoluzione che non contesto?
    cosa pensa dell’affitto della sede della agenzia delle entrate di catania, ricerca di mercato svolta ad agosto 2016?
    non ci sono immobili pubblici anche da valorizzare?
    cosa pensa il senatore della sentenza tar catania ceh riconsoceva somme alla ditta parcheggio europa, poi riformata dal cga?
    cosa pensa dell’affitto della sede dell’urbanistica del comune di catania, in via biondi?
    il movimento 5 stelle ha molta documentazione, come mai non si esprime pubblicamente su questi temi?

    • Non è vero che non ci siamo espressi.
      Sui temi che ha citato ci sono diversi interventi ed anche interrogazioni.

      • Gentile Senatore,
        si legge in questo articolo relativo all’affitto della agenzia delle entrate di catania “tema sollevato da un cittadino”:
        http://catania.meridionews.it/articolo/10828/agenzia-entrate-affitto-milionario-ai-virlinzi-grillo-tema-sollevato-da-un-cittadino/

        Quindi, significa che se fosse mancata l’istanza di un cittadino nessuno si sarebbe interessato della vicenda?
        Ecco, intendo dire che il movimento 5 stelle ha poca iniziativa.
        ad esempio, per la nuova sede del tar catania spostata in via sacro cuore, non proprio del tutto al centro di catania, distante dal tribunale e dagli altri uffici, si è pattuito 416 mila euro annui di affitto.
        quindi significa che se il valore medio di locazione è ad esempio il 5% rispetto al costo dell’immobile, l’immobile di via sacro cuore venne acquistato dall’impresa per 9 milioni? lei ha modo di ottenere questi dati?
        non crede che sarebbe stato meglio valorizzare palazzo bernini invece di svenderlo dopo averlo lasciato in abbandono?
        non crede che gli immobili pubblici da valorizzare ci siano, eccome?
        Lei ritiene che con la ricerca di mercato per la sede della agenzia delle entrate, svolta ad agosto 2016, in un mese e mezzo si sarebbe potuta trovare una sede?

        il viceministro per la vicenda della agenzia delle entrate ha risposto nel 2014 :” Nonostante l’ampliamento dell’ambito territoriale e la possibilità di proporre locali di dimensioni più contenute, idonei a soddisfare in modo FRAZIONATO le esigenze dell’Agenzia delle entrate”

        ma nel 2016 si è fatta una ricerca di questo tipo, oppure, in un mese e mezzo, ad agosto, si voleva trovare una sede unica?

        soprattutto non ha risposto in merito alla gara di piazza europa, tutto valido?

        Guardi, io credo che il movimento 5 stelle, che ha un terzo del parlamento italiano non abbia il problema di togliere l’affitto di via biondi del comune di catania, questo il mio pensier, volere è potere!

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