Zuccaro chiede chi finanzi le Ong. E a Roma appare Soros

Il nome del magnate americano – ieri a Roma dal premier Gentiloni – entra nella polemica sulle Ong e sulla gestione del fenomeno migratorio

Soros

ROMA – Più che di “lupus”, stavolta, sarebbe corretto parlare di “Soros in fabula”. La coincidenza tra la presenza a Roma del multimiliardario americano – ospite del premier Paolo Gentiloni per un incontro privato e non pubblicizzato – e la citazione del medesimo nell’audizione del Procuratore di Catania Carmelo Zuccaro in Commissione Difesa è sfuggita a pochi. Il nome di Soros, infatti, salta fuori nella polemica in corso sulle Ong e sul loro contributo nella gestione del fenomeno migratorio.

Un fatto di per sé non nuovo – Soros è tra i principali demiurghi del Novecento, e sono pochi gli affaire in cui non sia stato coinvolto, a torto o ragione – ma stavolta di particolare interesse. Perché i rumors sui finanziamenti del magnate alle organizzazioni non governative in azione nel Mediterraneo arrivano in contemporanea con la richiesta di Zuccaro di conoscere le voci di bilancio delle Ong. 

“Sarà utile poter comprendere chi finanzia le Ong, specialmente di quelle di più recente creazione – ha ribadito il magistrato catanese durante l’audizione di ieri – Rinvio, per i numeri forniti sulle spese delle Ong, a quanto riferito alla Commissione Schengen. La presenza di elementi dal profilo non collimante con quello dei filantropi nell’organico delle Ong meriterebbe di essere approfondito”.

E’ noto, ad esempio, che nelle organizzazioni operino diversi ex militari, compresi funzionari di alto rango di Paesi non certo famosi per il loro sistema di accoglienza.

Tornando a Soros, il magnate americano di origini ungheresi è a capo della Open Society Foundation, un colosso dalla capacità economica enorme – frutto delle speculazioni operate decenni fa dal suo patron, capace di ridurre sul lastrico intere nazioni con un solo “attacco” – che finanzia centinaia di Ong in tutto il mondo facendosi portatrice di una precisa politica sul tema dell’immigrazione.

“Le politiche incentrate sulla sicurezza non frenano la migrazione e al contempo mettono a rischio i migranti – recitano le linee guida in materia disponibili sul sito ufficiale dell’associazioneLa International Migration Initiative [il programma promosso dalla Open Society, ndr] mira a garantire che i canali di migrazione alternativi estendano le protezioni a più persone, che i sistemi di asilo e le politiche di migrazione rispondano alla pressione dei flussi misti e che gli Stati detengano i migranti solo come ultima spiaggia”.

“Canali di migrazione alternativi” che ricordano da vicino i “corridoi sicuri” evocati da Zuccaro: “La volontà di creare corridoi sicuri è certamente un dato oggettivo – aveva detto il Procuratore alla Commissione Shengen – E’ consentito a delle organizzazioni private di sostituirsi alle forze politiche e alle volontà delle nazioni nel creare questi corridoi e nello scegliere le modalità per creare questi corridoi?”.

La volontà descritta dal magistrato sembra proprio quella messa nero su bianco dalla Open Society.

Ma in che modo Soros finanzia le Ong? Secondo il sito d’informazione finanziaria Zero Hedge, ad essere finanziate direttamente o indirettamente dal magnate americano sarebbero Save the Children e Medici senza Frontiere (proprio tramite la Open Society). Discorso a parte per la Ong MOAS dei coniugi Catambrone, che sarebbe stata finanziato per la somma di 500.000 € da Avaaz.org. La quale è stata fondata da Moveon.org, un’organizzazione americana di proprietà di Soros. 

Finanziamenti smentiti a inizio aprile dalla stessa Open Society, intervenuta su alcune dichiarazioni del capo di Frontex sulle Ong“Siamo profondamente preoccupati per gli attacchi alle ONG coinvolte in questi sforzi di salvataggio – scriveva la società in una nota – Non finanziamo operazioni di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo. Ma appoggiamo le organizzazioni che in Italia e altrove in Europa si impegnano per una politica di migrazione dignitosa ed efficace, sancita dallo stato di diritto”.

A chi credere, nell’impossibilità di verificare le voci di bilancio delle Ong? Un punto di primaria importanza, quest’ultimo, come ribadito ieri dal Procuratore Zuccaro, secondo il quale sarebbe da considerare “plausibile l’ipotesi che alcuni finanziatori possano essere interessati anche ad operazioni di speculazione internazionale”. Speculazioni come quelle che negli anni Novanta resero famoso George Soros. 

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