Ong, l’allarme di Zuccaro: “Contatti diretti con trafficanti di uomini”

La Procura di Catania ha aperto le indagini da anni. In più di un’occasione il Procuratore ha spiegato che sulla gestione migranti non tutto è come sembra

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CATANIA – “Abbiamo evidenze che tra alcune Ong e i trafficanti di uomini che stanno in Libia ci sono contatti diretti. Non sappiamo ancora se e come utilizzare processualmente queste informazioni, ma siamo abbastanza certi di ciò che diciamo”. Ad affermarlo, in un’intervista rilasciata ieri a La Stampa, è il Procuratore della Repubblica di Catania Carmelo Zuccaro.

Affermazioni gravi, quelle del capo della Procura etnea, che si inseriscono in un dibattito mai sopito ed anzi piuttosto acceso – basti pensare alla querelle in corso in questi giorni tra lo scrittore Roberto Saviano e il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio – sul fenomeno migratorio e sull’incapacità dell’Italia a gestirne i sintomi e a contenerne le cause.

Su questi temi la Procura di Catania ha aperto da anni le indagini. E Zuccaro, in più di un’occasione istituzionale, ha spiegato come, sulla gestione dei migranti, non tutto è come sembra.

Proprio a partire dal ruolo delle Ong nel recupero e soccorso degli uomini nel mar Mediterraneo. Niente da dire su alcune di esse – tra cui “Medici senza frontiere” e “Save the children”, sottolinea il magistrato – ma per quanto riguarda altre, di diverse nazionalità, la situazione sarebbe ben diversa.

Le Ong maltesi e tedesche in servizio nel Mediterraneo, ad esempio, presenterebbero aspetti tutti chiarire. Per quanto riguarda le inchieste, precisa il procuratore etneo, esse richiedono tempi “che l’Europa non si può permettere”. Di là da dall’integrità delle associazioni non governative, infatti, c’è da chiedersi se sia “giusto e normale che i governi europei lascino loro il compito di decidere come e dove intervenire”.

Abdicando alla responsabilità politica su un problema collettivo, quello di un esodo gestito dai trafficanti che secondo le stime muoverà quest’anno 250.000 persone. Numeri che Zuccaro ritiene stimati per difetto, come comunicato per tempo sia al Comitato Schengen del Senato che alla Commissione libertà civili del Parlamento europeo.

A riprendere le parole del Procuratore, nell’ambito della querelle accennata sopra, anche il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. Il quale, polemizzando con lo scrittore Roberto Saviano – difensore tout-court del sistema delle Ong – ha citato il magistrato ricordando come le Ong non abbiano ridotto il numero di morti in mare.

Un dato di fatto in un dibattito quanto mai ideologizzato, che la politica fatica ad affrontare in maniera obbiettiva sentendo sempre la necessità di schierarsi da una parte o dall’altra della barricata.

In prima linea, nel frattempo, restano le Procure ed in particolar modo quella di Catania. Un vizio antico, quello di delegare alla magistratura responsabilità tutte politiche. E d’altronde, avverte Zuccaro, “la risposta giudiziaria non è sufficiente, nonostante la notevole collaborazione che riceviamo da tutti”. Un appello a non perder tempo, quello del Procuratore: la questione va affrontata nelle sedi competenti, e subito.

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