Cancelleri su ritorno Province: ‘Servivano soldi, non poltrone’

Il candidato M5s alla Presidenza della Regione contesta il ddl approvato dall’Assemblea Regionale Siciliana

Province

PALERMO – Sulla “rinascita” delle Province votata ieri a Palazzo dei Normanni nell’ultimo giorno utile per l’Assemblea regionale siciliana interviene il Gruppo del Movimento Cinque Stelle all’ARS. Una posizione tutt’altro che morbida, quella dei deputati pentastellati guidati da Giancarlo Cancelleri, che in una nota contestano la ratio del provvedimento definendo “caos” la condizione delle Province.

“I governi regionale e nazionale hanno tagliato i fondi – scrive in una nota il candidato alla Presidenza della Regione, impegnato in questi giorni in un tour elettorale con i deputati nazionali Di Maio e Di BattistaI mancati pagamenti degli stipendi dei dipendenti, il taglio dei servizi ai cittadini quali la manutenzione delle strade, la manutenzione delle scuole e il trasporto pubblico agli alunni disabili hanno generato l’incredibile impasse di questi anni. Un caos targato Partito Democratico. Oggi poi il Partito Democratico insieme a Forza Italia e agli altri partiti politici, cosa fanno di fronte alla richiesta di aiuto dei cittadini che chiedono servizi dalla provincia? Invece di dare soldi all’ente, rispondono con le poltrone”.

Il ddl approvato ieri a Sala d’Ercole prevede infatti il ritorno alla Legge 9 del 1986, e ha trovato un sostegno trasversale in aula con il voto comune dei dem e degli azzurri. Elemento più significativo del “rewind” istituzionale l’elezione diretta dei presidenti della Province. La prima elezione con il “nuovo” sistema dovrebbe avvenire tra le Regionali del prossimo novembre e le Politiche previste nella primavera del 2018. E’ durata poco, insomma, l'”abolizione” degli enti intermedi siciliani. Un pasticcio nel merito e nel metodo, ribadiscono Cancelleri e i pentastellati.

“In questi 5 anni sono state prosciugate dalle risorse dal governo centrale – scrive il portavoce Cinque Stelle all’ARS – dato che grazie alla compartecipazione al debito pubblico con il lauto prelievo forzoso, abbiamo spogliato di risorse dipendenti e servizi. La soluzione era immettere liquidità negli enti intermedi non rimetterci poltrone, che altro non sono se non prebende della politica. In questi 5 anni abbiamo tra l’altro totalmente svenduto la nostra autonomia al governo centrale e alle logiche dei partiti. Non capiamo come possano adesso pensarci presidenti e consiglieri a risolvere i problemi”.

“Probabilmente con i loro grassi stipendi, compreranno dei mantelli da supereroi per riparare strade e scuole – concludono ironicamente i deputati del Movimento – La politica ha la necessità di accontentare i portatori di voti e la pletora di personaggi che ruota attorno ad essi da coinvolgere per la campagna delle regionali. Quale migliore voto di scambio se non garantirgli la possibilità di una poltroncina alla provincia?”.

Articoli correlati

1

  • La Sicilia un popolo di coglioni travestiti da Gattopardi. Si sono votati una legge ad hoc , per dare una possibilità a tutti i deputati ( da 90 passano a 70 ) , che non saranno rieletti all’Ars … per approdare successivamente nelle provincie .

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nome *